Amorim si presenta al Milan: «Onore essere qui, vogliamo tenere Modric. Chukwueze resta»
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Redazione Sport
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«È un onore essere qui, sono felicissimo. Adoro Milanello, è qualcosa di straordinario ed eccezionale, c'è tutto quello che serve. Ho visto tante persone fare un gran lavoro, mi sento come a casa, è un grande piacere essere qui». Con queste parole, pronunciate in conferenza stampa a Casa Milan, Ruben Amorim ha esordito ufficialmente come nuovo allenatore del Milan, dando il via alla sua avventura sulla panchina rossonera.
Il tecnico portoghese, scelto dalla proprietà per guidare la rivoluzione dopo un finale di stagione deludente, ha subito voluto scusarsi con i tifosi per non parlare ancora italiano, sottolineando però l'importanza di imparare la lingua per rispettare la cultura del Paese che lo ospita.
Cardinale introduce il nuovo corso: «Vogliamo un calcio offensivo e bello da vedere»
Ad aprire la conferenza stampa è stato il proprietario del club, Gerry Cardinale, che ha introdotto Amorim e tracciato le linee guida del nuovo corso milanista. «Vogliamo riportare il Milan al suo grande e glorioso passato», ha dichiarato il numero uno di RedBird, sottolineando come la squadra debba giocare per vincere e non per non perdere.
Cardinale ha rivendicato la riorganizzazione societaria portata avanti nell'ultimo mese, definita come sei mesi di meeting concentrati in poche settimane, e ha espresso chiaramente la volontà di vedere un calcio «eccitante, bello da guardare». «Voglio creare una nuova cultura. Stop col passato. Sono qui adesso, sono il responsabile in prima linea», ha aggiunto il patron, che ha definito Amorim una «pietra miliare» del suo progetto.
Amorim e gli obiettivi: «Qui per vincere, vogliamo dominare il campionato»
Ruben Amorim, dopo aver ringraziato Cardinale per la fiducia, ha subito messo in chiaro quali sono le ambizioni della sua squadra. «Siamo qui non per evitare di perdere, ma per vincere. È una bella sfida», ha affermato il tecnico, che ha poi aggiunto: «L'obiettivo fondamentale è di dominare il campionato, poi il resto lo vedremo».
Il portoghese ha ricordato i grandi allenatori del passato rossonero, da Sacchi a Capello, e ha sottolineato come quel glorioso passato rappresenti un'eredità importante, ma anche una grande responsabilità per chi oggi siede su quella panchina. «Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili», ha concluso Amorim, che ha definito il calcio italiano come un campionato in cui è molto difficile avere successo.
Il futuro di Modric e Leao: le parole del tecnico sui singoli
Tra i temi caldi affrontati in conferenza stampa c'è stato il futuro di alcuni giocatori chiave. Su Luka Modric, Amorim è stato categorico: «È un giocatore che vogliamo tenere, ho parlato con lui due volte. Se serve posso andare a parlarci ancora. È incredibile, è un punto di riferimento per noi. Vogliamo contare su Modric per la prossima stagione». Il tecnico ha rivelato di credere di poter riavere il centrocampista croato a disposizione nei prossimi giorni, dopo il periodo di riposo post-Mondiale.
Sembra dunque ormai imminente il rinnovo del contratto del campione croato, come riportato da diverse fonti. Più sfumato, invece, il discorso relativo a Rafael Leao: pur riconoscendo che l'attaccante portoghese ha disputato un buon Mondiale, Amorim ha preferito non soffermarsi sui singoli, mentre secondo indiscrezioni di mercato la separazione tra il club e il numero 10 sarebbe lo scenario più probabile, con l'Arabia Saudita pronta a farsi avanti.
Confermata la permanenza di Chukwueze: «Giocatore utile per l'uno contro uno»
Ruben Amorim ha invece sciolto le riserve su Samuel Chukwueze, esterno offensivo nigeriano di rientro dal prestito al Fulham. «Chukwueze rimane con noi, servono giocatori che possono fare l'uno contro uno», ha dichiarato il tecnico, che ha così spento le voci di un possibile addio del calciatore. Amorim ha anche fatto il punto su altri giocatori che rientrano dai prestiti, come Saelemaekers, che può giocare su entrambe le fasce, e i giovani Cissè e Comotto, che inizieranno il ritiro con la squadra per essere valutati.
«Prima di guardare fuori guardiamo bene dentro», ha spiegato il tecnico portoghese, delineando una strategia che punta a valorizzare le risorse interne prima di eventuali interventi sul mercato.




