Addio a Varenne, il «Capitano» del trotto mondiale si spegne a 31 anni
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Redazione Interno
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Il mondo dell'ippica e non solo piange la scomparsa di Varenne, il leggendario trottatore considerato il più forte di tutti i tempi, morto nella notte all'età di 31 anni presso l'allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove trascorreva gli ultimi anni della sua vita. A dare l'annuncio, con un messaggio carico di dolore, è stato il profilo social ufficiale del cavallo, spiegando che la causa del decesso è stata un improvviso attacco cardiaco.
L'animale, che aveva da poco compiuto 31 anni, si è spento mentre si trovava nella struttura in località Cioffi, accudito dallo staff che lo seguiva quotidianamente.
Il dolore del driver Minnucci: «Era la mia famiglia»
Tra i primi a rompere il silenzio e a ricordare il campione è stato Giampaolo Minnucci, lo storico driver che lo ha guidato per quasi tutta la carriera e che con lui ha condiviso momenti indimenticabili. «Ho appreso questa notizia all'improvviso, Varenne non stava per niente male», ha dichiarato Minnucci all'agenzia LaPresse, manifestando tutto lo sgomento per una perdita inaspettata. «Le sue qualità erano quelle del campione, ne ha perse solo nove di gare nella sua carriera, il resto le ha vinte tutte.
Guidare un cavallo come lui è una cosa che vorrebbero fare tutti quelli che fanno il mio mestiere». Minnucci ha poi ricordato il legame speciale che li univa, sottolineando come Varenne fosse a tutti gli effetti «parte della famiglia per aver vissuto tantissimo tempo con lui e per le gioie che mi ha dato»; un rapporto di fiducia reciproca che definiva l'animale come una vera e propria «Ferrari con il cervello».
I trionfi e il doppio Grande Slam che hanno segnato un'epoca
La carriera di Varenne è stata un susseguirsi di record e vittorie che lo hanno reso una leggenda vivente, capace di unire un intero Paese e di infrangere le barriere tra gli appassionati del settore e il grande pubblico. Nato il 19 maggio 1995 nell'allevamento Zenzalino di Copparo, in provincia di Ferrara, da Waikiki Beach e Ialmaz, fu acquistato da Enzo Giordano per 180 milioni di lire e affidato al driver Giampaolo Minnucci e all'allenatore finlandese Jori Turja. In quattro anni di attività agonistica, ha disputato 73 corse vincendone 62 e raccogliendo oltre sei milioni di euro in premi.
Il suo palmarès è da capogiro e include le vittorie più prestigiose del trotto mondiale: ha vinto per due volte il Prix d'Amérique a Parigi, per due volte l'Elitloppet a Stoccolma, per tre volte il Gran Premio Lotteria di Agnano, oltre al Derby italiano del trotto e alla Breeders Crown negli Stati Uniti.
Ma il suo capolavoro, che lo ha reso immortale, è stato il Grande Slam: nel 2001 e poi di nuovo nel 2002, l'unico cavallo della storia a riuscirci, vinse nello stesso anno le tre corse di Gruppo 1 più prestigiose d'Europa (Prix d'Amérique, Gran Premio Lotteria, Elitloppet), impresa che lo consacrò come il miglior trottatore di tutti i tempi.
La seconda vita a Vigone: 17 anni da «re» senza corona
Dopo il ritiro dall'attività agonistica, avvenuto nel settembre del 2002, Varenne ha iniziato la sua seconda vita, quella di stallone, diventando un simbolo dell'allevamento italiano. Per 17 anni, fino al 2019, è stato ospite d'onore dell'allevamento «Il Grifone» di Vigone, in provincia di Torino, dove ha generato oltre 2.000 figli e dove è diventato una vera e propria attrazione, visitato da migliaia di persone ogni anno. A ricordarlo con commozione è Jacopo Brischetto, titolare della struttura insieme al padre Roberto, che ha dichiarato: «Per noi è come se fosse immortale.
Sapere che adesso non c'è più fa male, è come se se ne fosse andato un pezzo del nostro cuore». L'allevatore ha poi raccontato come Varenne fosse un cavallo fuori dal comune, con un'intelligenza quasi umana e un carattere mansueto che lo rendevano amato da tutti: dall'inchino che fece a San Siro nel 2002 alle ospitate in televisione fino alla visita di campioni come Eddy Merckx, giunto apposta per lui.
L'addio ad Eboli, il ricongiungimento con il suo patron
Negli ultimi diciassette mesi, Varenne aveva trovato il suo buen retiro presso l'allevamento LJ a Eboli, in provincia di Salerno, dove era stato trasferito per volere del suo storico proprietario, Enzo Giordano, che purtroppo è scomparso il 2 maggio del 2025. A dare notizia delle condizioni del cavallo è stato Dario De Angelis, proprietario della struttura, che ha raccontato come il «Capitano», nonostante gli acciacchi dell'età, godesse di buona salute fino a poche ore prima del decesso.
«Varenne si è spento durante la notte e il veterinario ha confermato che la causa è stata un improvviso attacco cardiaco», ha confermato De Angelis, aggiungendo con dolore che «ieri stava bene» e che era uscito a passeggiare con Giovanni, il ragazzo che lo seguiva notte e giorno. Nell'allevamento è già forte l'ipotesi di realizzare un mausoleo in sua memoria all'interno della struttura, per custodire per sempre il ricordo di un campione che ha fatto sognare milioni di italiani.
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