Arresti domiciliari per Boeri e Zucchi, l'inchiesta sulla Beic

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Milano ha chiesto gli arresti domiciliari per gli architetti Stefano Boeri, Cino Zucchi e Pier Paolo Tamburelli, indagati per turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta sul concorso internazionale per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic). Il progetto, nato alla fine degli anni Novanta su iniziativa di Antonio Padoa Schioppa e promosso dall'associazione "Milano Biblioteca del 2000", prevedeva la costruzione di una biblioteca con un forte orientamento digitale.

L'inchiesta si concentra sul concorso indetto dal Comune di Milano per l'assegnazione del progetto della Beic, che dovrebbe sorgere entro il 2026 in zona Porta Vittoria. La commissione del Comune, presieduta da Boeri, doveva decidere a quale tra i 44 studi di architettura partecipanti assegnare la progettazione della biblioteca, per un valore di 8,6 milioni di euro. Tuttavia, chat e telefonate sospette tra Boeri e Tamburelli, coinvolto nel progetto vincitore, hanno sollevato dubbi sulla regolarità del concorso.

Stefano Boeri, noto per il Bosco Verticale di Milano, ha dichiarato di essere sorpreso e turbato dalla richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura. La Fondazione Beic ha rilasciato una nota in cui esprime fiducia nella giustizia e auspica che la situazione si chiarisca al più presto.

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