Chiesto l'arresto per gli architetti Boeri, Zucchi e Tamburelli
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Redazione Interno
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La Procura di Milano ha avanzato la richiesta di arresto per gli architetti Stefano Boeri, Cino Zucchi e Pier Paolo Tamburelli, accusati di turbativa d'asta nell'ambito della gara per la progettazione della Nuova Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (Beic) a Porta Vittoria. Gli indagati, che rischiano di finire agli arresti domiciliari, sono stati convocati per un interrogatorio preventivo fissato per il 4 febbraio davanti al giudice per le indagini preliminari Luigi Iannelli. Solo dopo tale interrogatorio, come previsto dalla riforma di Carlo Nordio, il giudice deciderà se procedere con l'arresto in base alla sussistenza delle esigenze cautelari.
L'inchiesta, avviata nel 2023, ha portato alla luce relazioni radicate e contatti sospetti tra i membri della commissione giudicatrice e i progettisti coinvolti. Gli investigatori hanno rintracciato conversazioni su WhatsApp e Telegram tra Boeri, Zucchi e Tamburelli, che hanno sollevato ulteriori dubbi sulla regolarità della gara. La Guardia di Finanza ha notificato agli indagati un avviso per rendere l'interrogatorio, evidenziando la gravità delle accuse mosse nei loro confronti.
Stefano Boeri, noto architetto e padre della nuova via Roma a Cagliari, si è detto sorpreso e turbato dalla richiesta di arresto. La sua figura spicca tra i soggetti coinvolti, data la sua fama e il suo ruolo di rilievo nel panorama architettonico italiano. Anche Cino Zucchi, altro nome di spicco nel settore, è coinvolto nell'inchiesta, che ha scosso il mondo dell'architettura milanese.
La richiesta di arresto per Boeri, Zucchi e Tamburelli rappresenta un capitolo significativo nella vicenda giudiziaria legata alla realizzazione della Beic, un progetto ambizioso che avrebbe dovuto trasformare Porta Vittoria in un polo culturale di rilevanza internazionale.




