Spread Btp-Bund scivola ai minimi dal 2008 mentre l'Ivass dà forza all'oblio oncologico

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La piazza finanziaria, spesso specchio di umori più profondi e di percezioni diffuse, registra un dato che non passerebbe inosservato in alcuna analisi: lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi ha toccato i 61,9 punti, un livello che non si osservava da quel lontano marzo 2008, quando la crisi dei mutui subprime era ancora una nube all'orizzonte e non il ciclone che avrebbe sconvolto l'economia globale. Il differenziale, calcolato sulla piattaforma Mts, si è addirittualmente contratto fino a 58 punti base, con il rendimento del Titolo italiano che si attesta al 3,42% e quello del benchmark tedesco fermo al 2,83 per cento. Un percorso, il suo, che se osservato nella prospettiva dell'ultimo anno appare ancor più significativo, considerando come il valore si sia praticamente dimezzato, scendendo da quelle soglie prossime ai 117 punti a una distanza dall'area dei 60, un traguardo che le dichiarazioni governative legano apertamente all'imminente uscita dalla procedura d'infrazione europea per i conti pubblici, un obiettivo che si ritiene ormai a portata di mano per la prossima primavera.

Il contesto dei mercati e la dinamica dei rendimenti

Il quadro generale dei mercati del debito sovrano dell'Eurozona, d'altro canto, mostra movimenti contrastanti ma contenuti, con i rendimenti che trattano in lieve rialzo in una giornata di scambi piuttosto tranquilla. Il Bund decennale tedesco, preso a riferimento, vede salire il suo costo di finanziamento al 2,83%, mentre il decennale francese avanza a sua volta, portando lo spread Oat/Bund a 68 punti base. Per quanto riguarda l'Italia, il rendimento del Btp decennale ha registrato un incremento di un punto base, attestandosi intorno al 3,46% annuo e mantenendo il differenziale con il Bund poco sopra i 63 punti, in una fase in cui molti analisti osservano come gli spread all'interno dell'area euro abbiano vissuto una significativa compressione e potrebbero, sebbene in modo marginale, conoscere ulteriori miglioramenti nei prossimi mesi, in un clima di attesa per le decisioni delle banche centrali.

Una svolta parallela: il provvedimento Ivass sull'oblio oncologico

In un ambito completamente diverso, ma ugualmente carico di conseguenze per la vita di molti, arriva un provvedimento destinato a fare scuola e a tradurre in concreta applicazione una legge da tempo attesa. L'Ivass, l'istituto di vigilanza sulle assicurazioni, ha infatti emanato una delibera che impone alle compagnie di adeguarsi pienamente alla normativa sull'oblio oncologico, quella legge che tutela i cittadini guariti da un tumore dall'onere di dichiarare il proprio passato clinico e da trattamenti discriminatori, specialmente in ambito assicurativo. Con questo atto, che modifica radicalmente prassi e procedure finora seguite, si chiude un'era di incertezze e si apre una fase di maggiore tutela per i diritti delle persone, in un passaggio che va ben oltre la semplice regolamentazione di mercato.

Le nuove regole per le compagnie assicurative

Il cuore del provvedimento, che rappresenta il vero elemento di discontinuità, risiede nel divieto categorico per le imprese di settore di richiedere ai propri clienti qualsiasi informazione relativa a precedenti patologie tumorali, una volta che siano maturati i requisiti temporali previsti dalla legge per essere considerati guariti. Né sarà più possibile, stando alla delibera dell'Ivass, sottoporre le persone a visite mediche intrusive o fare uso di dati sanitari già in proprio possesso per valutazioni che ledano il principio dell'oblio. Si tratta, in sostanza, di un cambio di paradigma che sposta l'asse dalla malattia alla guarigione, restituendo pieni diritti a chi ha affrontato e superato una delle prove più dure, e ponendo fine a pratiche che, di fatto, costituivano una forma di penalizzazione persistente.

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