Spread Btp-Bund scivola ai minimi dal 2008 mentre i rendimenti comprimono i costi del debito
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Redazione Economia
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Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e il benchmark tedesco, noto come spread Btp-Bund, ha consolidato una discesa che lo riporta a livelli non visti da sedici anni, scivolando stabilmente al di sotto dei 65 punti base e sigillando la chiusura a 63,2, un dato che – è bene sottolinearlo – non si registrava dal 2008. Una flessione così marcata, che procede di pari passo con la compressione dei rendimenti, dove quello del Btp decennale si è assestato al 3,49% e il corrispettivo Bund tedesco al 2,86%, riflette un mutato sentimento degli investitori internazionali verso l’Italia, i cui parametri di rischio sovrano appaiono sensibilmente ridisegnati. La contrazione del differenziale, del resto, non è episodica ma si inserisce in un trend ormai consolidato nelle ultime settimane, testimoniato anche dalle aperture dei mercati che vedono lo spread oscillare con fermezza attorno a quei 64 punti, un territorio ormai familiare agli operatori.
A corroborare questo scenario, fornendo una solida base di domanda, è giunta l’esito dell’ultima emissione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la quale ha registrato un interesse straordinario superando i 265 miliardi di euro di richieste complessive per il nuovo Btp a sette anni e per la riapertura del Btp Green con scadenza nel 2046. Un’adesione di tale portata, definibile senza timore di esagerazione come robusta, segnala come l’appetito per il debito italiano sia concretamente rientrato dopo le tensioni dello scorso anno, quando – come ricorda Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay AM – «i titoli di Stato core dell'Eurozona hanno sottoperformato sulla scia degli annunci relativi all'espansione fiscale tedesca».
Le pressioni sul segmento a lungo termine, proseguite anche a fine anno a causa delle modifiche normative ai fondi pensione olandesi che hanno ridotto la domanda per le duration elevate, sembrano dunque aver allentato la loro morsa, permettendo una ripresa decisa dei nostri titoli. La performance odierna, con il rendimento decennale italiano che punta stabilmente al di sotto della soglia psicologica del 3,5%, conferma una fase di relativo favore che il mercato riserva all’Italia, il cui costo di finanziamento risulta così attenuato. Dinamiche di questo tipo, per quanto tecniche, hanno ripercussioni concrete sulla spesa per gli interessi e sulla manovra economica, alleggerendo il peso che grava sul bilancio pubblico.




