Lacrimogeni a place de la République, 166 fermi nella Francia delle proteste
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Redazione Esteri
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La giornata di mobilitazione nazionale contro il caro vita si è aperta con una forte tensione a Parigi, dove la polizia ha fatto ricorso ai lacrimogeni in place de la République prima ancora che prendesse il via il corteo previsto per le 14. Già un paio d'ore prima dell'avvio, diverse centinaia di persone si erano radunate nella piazza simbolo delle proteste francesi e, secondo quanto riporta Le Parisien, alcuni gruppi hanno lanciato oggetti contro gli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni e granate stordenti.
Le forze dell'ordine hanno più volte utilizzato i lacrimogeni per respingere manifestanti in gran parte mascherati e vestiti di nero, alcuni dei quali hanno lanciato mortaretti contro gli agenti.
Il bilancio dei fermi e i controlli nella capitale
La prefettura di Parigi ha reso noto che, fino alle 11 del mattino, erano stati effettuati 61 arresti e quasi 600 controlli preventivi, con il sequestro soprattutto di dispositivi di protezione vietati come i passamontagna. Tra le persone fermate figurano quattro minorenni. Una ventina di arresti è scattata davanti alla sede dell'emittente CNews, dove erano state infrante delle finestre e lanciati oggetti contro l'edificio.
Due manifestazioni non autorizzate sono state disperse dagli agenti: la prima, di matrice sindacale e composta da circa un centinaio di persone, si era formata nei pressi della stazione Gare du Nord; la seconda, di dimensioni analoghe e formata da studenti delle scuole superiori, era partita da rue de Rennes. Su scala nazionale, le autorità hanno segnalato 32.800 manifestanti in provincia e 166 fermi effettuati soltanto nella mattinata.
La convergenza di istanze diverse dietro la sigla dei gilet gialli
La mobilitazione di oggi nasce dall'incrocio di sensibilità differenti: agli studenti delle scuole superiori, in protesta da settimane contro la carenza di insegnanti e le strutture degradate, si sono uniti esponenti del movimento dei gilet gialli, centrali sindacali come la CGT e collettivi attivi sul fronte del potere d'acquisto e del costo dei carburanti.
Il governo aveva vietato le concentrazioni in diverse zone strategiche della capitale, dai dintorni del palazzo dell'Eliseo a quelli della residenza del primo ministro, dalle sedi parlamentari agli Champs-Élysées e ad alcune stazioni ferroviarie, per prevenire disordini. Nonostante i divieti, le tensioni sono scoppiate proprio in place de la République, punto di partenza del corteo autorizzato verso place de Clichy.
Incursioni e scontri anche fuori dalla capitale
A Marsiglia, seconda città del Paese, alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nell'atrio del municipio dopo aver forzato la porta, mentre un commissariato di polizia nel centro città è stato preso di mira: sono stati infranti dei vetri e all'interno sono state lanciate granate fumogene. Nel centro cittadino sono stati dati alle fiamme cassonetti e arredi urbani nel corso di una concentrazione di diverse centinaia di persone.
A Lione la polizia ha disperso con lacrimogeni circa 300 persone radunate davanti a un'università, mentre a Rennes e Lille sono state effettuate operazioni per liberare strade e circonvallazioni. Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha chiesto ai prefetti di procedere al disblocco sistematico delle infrastrutture e degli assi considerati strategici quando vengono ostruiti dai manifestanti.
Il dispositivo di sicurezza e l'appello alla calma
Per fronteggiare la giornata di proteste, le autorità hanno schierato oltre 10.000 tra poliziotti e gendarmi in tutto il Paese, di cui 5.000 nella sola Parigi. Il presidente Emmanuel Macron, intervenendo venerdì da Bruxelles, aveva rivolto un appello alla calma, ricordando che il diritto a manifestare è costituzionale e va pienamente rispettato, ma deve essere esercitato senza insulti né atti vandalici.
Nel pomeriggio, mentre il corteo autorizzato si muoveva tra place de la République e place de Clichy, il dispositivo di sicurezza restava elevato nelle zone sensibili della capitale, con diverse stazioni della metropolitana chiuse su richiesta della polizia.
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