Miracolo a Lodi: auto spezzata in due, il giovane guidatore esce illeso
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Redazione Interno
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Ha dell'incredibile l'epilogo di un violentissimo schianto, occorso nella notte tra venerdì e sabato lungo la provinciale 235, all'altezza del casello autostradale di Lodi, dove un'autovettura è stata letteralmente spezzata in due dopo essere stata infilzata da un guard rail. L'incidente, la cui dinamica è al centro delle indagini delle forze dell'ordine locali, si è verificato poco dopo l'una di notte, quando il mezzo, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo della vettura andando a impattare con furia contro la barriera di sicurezza. Quest'ultima, in un'esplosione di vetri e lamiere, si è conficcata nel Corpo dell'auto con una violenza tale da dividerla in due tronconi, creando uno scenario che, a un primo esame, appariva di una tragedia annunciata.
La dinamica dello schianto
La traiettoria del guard rail, elemento passivo divenuto arma letale, è stata quanto mai precisa e devastante: penetrando nel cofano, il profilo metallico ha proseguito la sua corsa, come un giavellotto, insinuandosi nello spazio tra il sedile del guidatore e quello del passeggero, prima di fuoriuscire dalla parte posteriore dell'abitacolo. È proprio questa particolare traiettoria, che ha di fatto evitato l'impatto diretto con il corpo del giovane, ad aver reso possibile quello che molti, osservando il relitto, non esitano a definire un miracolo. L'energia dell'urto, che pure ha completamente distrutto il veicolo riducendolo a un ammasso informe di rottami, si è concentrata sulla carrozzeria, risparmiando miracolosamente chi si trovava al volante.
I soccorsi e l'estrazione
Sul posto, oltre ai mezzi di polizia chiamati a ricostruire l'accaduto, sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, i quali, dinanzi a una scena da incubo, hanno dovuto mettere in campo tutte le loro competenze per estrarre il ragazzo dal groviglio di metallo. L'operazione di soccorso, resa complessa dalla gravità dei danni e dalla deformazione della struttura portante dell'auto, ha richiesto l'uso di attrezzature speciali come il divaricatore e le cesoie idrauliche, strumenti fondamentali per tagliare e sollevare le lamiere che imprigionavano il giovane, il quale, nonostante lo choc e la paura, era rimasto cosciente.
Le condizioni del sopravvissuto
Il 27enne, una volta liberato dalle morsa dei rottami, è stato quindi affidato alle cure del personale sanitario giunto con le ambulanze. Le sue condizioni, considerata l'entità dello schianto, sono state giudicate sorprendentemente non gravi, al punto da essere codificate come "giallo" e non "rosso" durante il trasporto presso l'ospedale Humanitas di Rozzano. Oltre allo choc psicologico, inevitabile in simili circostanze, i sanitari hanno riscontrato sul suo corpo solo alcune ferite e lievi tagli, nulla di paragonabile all'esito che solitamente ci si aspetterebbe da un sinistro di tale violenza, che ha lasciato di sé poco più che un cumulo di macerie sul ciglio della strada.




