Castlevania: Belmont’s curse, il nuovo trailer tra Parigi gotica e platform 2d

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Konami ed Evil Empire hanno rotto il silenzio che circondava l’atteso ritorno della saga gotica per eccellenza, mostrando – nel corso del Triple-i Initiative Showcase 2026 – un nuovo trailer di gameplay dedicato a Castlevania: Belmont’s Curse. Il video, che potremmo definire una sorta di “dietro le quinte” armato di sprite e pixel, non si limita a sventolare scene d’azione spettacolari: offre piuttosto una panoramica strutturata sulle meccaniche che reggeranno l’intera esperienza. E queste, a differenza di molti titoli contemporanei che tendono a mescolare i generi senza una vera identità, puntano su una dialettica precisa tra l’esplorazione lenta e ragionata e le sezioni d’azione più frenetiche.

L’ambientazione, un azzardo calcolato che lascia il segno

Ci si sarebbe aspettati la solita Transilvania, magari rivisitata in chiave moderna, e invece gli autori hanno scelto di spiazzare il pubblico spostando il fronte dell’incubo nella Parigi del 1499. Non è una trovata estetica fine a se stessa: l’art director Dyn Mordache (affiancato dal level designer Sandro Bordier e dal producer giapponese Tsutomu Taniguchi) ha spiegato che inizialmente si pensava a Venezia, ma l’architettura gotica della capitale francese – con le sue guglie e le cattedrali scolpite nella pietra scura – offriva un contrasto visivo molto più potente con l’immaginario della serie. Quella che ne viene fuori è una Parigi in fiamme, invasa da creature uscite dall’abisso, dove la nuova erede della dinastia Belmont dovrà vedersela non solo con i mostri classici ma anche con leggende corrotte della storia francese, come la stessa Giovanna d’Arco trasformata in boss.

La frusta non è più solo un’arma, e questo cambia tutto

Se c’è un elemento che gli sviluppatori di Evil Empire hanno voluto ribadire con forza – lo si vede in ogni fotogramma del trailer – è la centralità della Vampire Killer. La frusta iconica non serve più soltanto a tenere a distanza i vampiri o a colpire i candelabri per raccogliere cuori: diventa un vero e proprio strumento di mobilità. Il giocatore può usarla per agganciarsi ai bordi, oscillare tra i dirupi o per lanciarsi addosso ai nemici in un turbine di pixel e sangue virtuale. Si tratta di una meccanica che ricorda l’agilità di certi platform moderni, ma senza tradire la pesantezza tattica che contraddistingue la saga. A differenza dei lavori precedenti dello stesso team (si pensi al DLC Return to Castlevania per Dead Cells), qui non ci si trova di fronte a un roguelike: la struttura è quella di un action-adventure 2d puro, con un sistema di livelli e un mondo interconnesso che strizza l’occhio alla lezione di Symphony of the Night.

L’eredità di un’assenza lunga anni

Bisogna tornare indietro al lontano 2008, ai tempi di Castlevania: Order of Ecclesia su Nintendo DS, per ritrovare un titolo principale della serie che abbracciasse con tanta determinazione le sue radici da side-scroller bidimensionale. Da allora, tra riavvii tridimensionali e sottogeneri ibridi, i fan attendevano questo momento. Belmont’s Curse rappresenta quindi una sorta di rinascita controllata, un ritorno alle origini che non rinnega però le innovazioni tecniche accumulate in quasi vent’anni. Durante l’intervista che accompagnava la proiezione del video, i responsabili hanno voluto sottolineare come l’esplorazione verticale – dalle strade di Notre-Dame fino alle catacombe – sia stata progettata per restituire quella sensazione di claustrofobia e meraviglia che solo i grandi Metroidvania sanno regalare. Nessuna data d’uscita, per ora, è stata comunicata, ma l’attenzione ai dettagli e la qualità del lavoro fin qui mostrato lasciano presagire un lancio previsto per il 2026 su Pc e console.

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