La Mercedes è su un altro pianeta, a Maranello sono già delusi: il gap nelle qualifiche in Australia spaventa la Ferrari
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Redazione Sport
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L’avvio del Mondiale di Formula 1, con le qualifiche del Gran Premio d’Australia disputatesi sabato 7 marzo, ha già messo in chiaro una gerarchia che, almeno sulla carta, sembra più netta del previsto. La scuderia Mercedes ha letteralmente dominato la scena, piazzando George Russell in pole position e il giovane Andrea Kimi Antonelli al secondo posto, un risultato che certifica non solo la bontà del progetto W17 ma anche un divario prestazionale che ha dell’inaspettato per chi insegue. In casa Ferrari, l’umore è tutt’altro che positivo: Charles Leclerc, quarto, e Lewis Hamilton, settimo, hanno accusato un ritardo di oltre otto decimi dalla vetta, un’enormità in uno sport in cui si lotta sui centesimi. Frédéric Vasseur, team principal della Rossa, non ha usato giri di parole nel commentare il risultato ai microfoni di Sky Sport, ammettendo che la Mercedes, in questa fase, "è su un altro pianeta", con una gestione dell'energia e una performance complessiva fuori dalla portata immediata delle rivali.
Il verdetto della pista e l’analisi del distacco
La sessione di qualifica ha restituito una fotografia impietosa per il gruppo degli inseguitori. Se l’1-2 delle Frecce d'Argento poteva rientrare nelle previsioni della vigilia, ciò che ha davvero scosso il paddock di Melbourne è stata l’entità del margine. Il tempo di Russell, un 1'18"518, ha relegato Leclerc a una distanza di quasi otto decimi, un gap che non si vedeva dall’inizio dell’era ibrida. Il monegasco della Ferrari, nel post-qualifica, ha analizzato la situazione con onestà intellettuale, spiegando come le sensazioni avute al termine delle prove libere, pur non ottimistiche, non lasciavano presagire un divario così ampio: "Ieri era abbastanza chiaro. Speravo di sbagliarmi, avevo detto tra 5 e 6 decimi con la Mercedes, ma alla fine sono 8". A nulla è valso il tentativo di spremere la SF-26, una monoposto che sembra aver pagato dazio soprattutto nella capacità di sfruttare al meglio le nuove e complesse power unit, un aspetto su cui la Mercedes ha dimostrato una padronanza superiore.
I problemi di energy management e il confronto tecnico
Oltre alla pura prestazione cronometrica, a preoccupare gli ingegneri del Cavallino è la natura del divario. La nuova regolamentazione tecnica, con la sua suddivisione quasi paritetica tra potenza termica ed elettrica, ha reso la gestione dell'energia un fattore critico. Nel corso delle qualifiche, sia Leclerc che Hamilton hanno lamentato qualche incongruenza nell'erogazione della potenza, un problema che, secondo il team principal Vasseur, non è imputabile a un singolo errore ma a una maggiore complessità generale: "Succede con queste macchine, ogni curva fatta diversamente modifica la strategia della batteria". La Mercedes, al contrario, ha messo a punto un sistema che sembra funzionare con precisione svizzera, consentendo ai propri piloti di spingere al limite senza incappare in quelle che gli addetti ai lavori chiamano "fasi di clipping", ovvero i cali di potenza dovuti alla ricarica delle batterie. Il confronto tra il giro di Antonelli e quello di Leclerc ha evidenziato come la W17 guadagnasse sistematicamente nel secondo e terzo settore, proprio quelli più dipendenti da una gestione oculata del comparto ibrido.
Una griglia a due velocità e le parole di Vasseur
L’impressione che si ricava dal primo appuntamento stagionale è quella di una Formula 1 spaccata in due, con un terzetto di squadre – Red Bull, Ferrari e McLaren – racchiuse in pochi millesimi ma tutte drammaticamente lontane dalla Mercedes. La Rossa, nello specifico, si è trovata a dover fare i conti non solo con la superiorità delle Frecce d'Argento ma anche con la sorprendente prestazione della Red Bull di Isack Hadjar, capace di inserirsi tra le Mercedes e Leclerc. Vasseur ha parlato di un "primo giorno di scuola caotico", sottolineando come, al di là della superiorità altrui, ci sia rammarico per alcune occasioni mancate: il terzo posto era a portata di mano, perso per appena 24 millesimi. "La partenza sarà un'altra sfida, dovremo fare un buon lavoro per cercare di partire bene", ha aggiunto il team principal, cercando di volgere lo sguardo alla gara, pur consapevole che il ritardo in termini di velocità di punta e di efficienza generale rappresenta un macigno da cui ripartire per lo sviluppo della stagione.




