Toni Servillo e Paolo Sorrentino, un sodalizio che trionfa ancora a Venezia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre l’attenzione generale, complice anche il tema politicamente caldo del conflitto israelo-palestinese, era quasi unanimemente concentrata sul documentario «The Voice of Hind Rajab» come favorito alla vittoria, la giuria della 82esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, presieduta dal regista Alexander Payne, ha scelto una strada differente. Payne stesso ha spiegato di aver visionato «ventun bellissimi film», restringendo progressivamente il campo fino ad arrivare a due possibili candidati per il Leone d’oro, ma alla fine il premio per la migliore interpretazione maschile ha preso una direzione inaspettata per molti, ma non per gli addetti ai lavori.

Toni Servillo, attore dal palmarès già stracolmo al quale mancava solo questo riconoscimento, ha infatti vinto la Coppa Volpi per la sua performance ne «La grazia» di Paolo Sorrentino. Si tratta del loro settimo film insieme, un sodalizio artistico che ormai rappresenta uno dei binomi più solidi e significativi del cinema italiano contemporaneo, capace di evolversi senza mai cadere nella ripetizione. «Potevamo decidere di essere routinieri, accontentarci di mettere insieme le solite cose», ha commentato l’attore, sottolineando invece come sia stata la fantasia condivisa a scongiurare quel pericolo.

Salendo sul palco del Palazzo del Cinema, Servillo ha subito ringraziato il suo regista di fiducia con parole di stima profonda. «Grazie Paolo Sorrentino - ha esordito -. Ho cercato di servirti al massimo delle mie possibilità». Un ringraziamento che va oltre la cortesia di rito e che svela la natura di un’alchimia creativa che, per sua stessa ammissione, nasce proprio «dal non volersi mai accontentare» e dal spingersi sempre oltre il già fatto. Un rapporto di stima reciproca che è la base per un lavoro che non smette di innovarsi.

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