Femminicidio su commissione sventato a Napoli: boss torna in cella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il femminicidio su commissione sarebbe stato fermato prima dell’esecuzione grazie all’intervento dei carabinieri di Caserta e della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che hanno bloccato cinque persone coinvolte in un piano ritenuto ormai vicino alla fase finale. Al centro dell’inchiesta c’è l’offerta di 20mila euro fatta da un uomo di 44 anni per uccidere la sua ex. Tra le persone fermate figura Andrea Autiero, 64enne elemento di spicco del gruppo camorristico degli “scusuti”, una fazione del clan dei Casalesi attiva a Gricignano di Aversa.

Il piano da 20mila euro e i cinque fermi a Caserta

Secondo quanto emerso, il progetto dell’omicidio era stato organizzato nei dettagli e i preparativi sarebbero stati in fase avanzata prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Il mandante indicato dagli investigatori è Vincenzo Russo, 44 anni, che avrebbe incaricato il boss del gruppo malavitoso casertano di compiere il delitto contro la ex. Le misure cautelari hanno riguardato cinque persone: oltre ad Andrea Autiero e Vincenzo Russo, sono stati coinvolti anche altri tre presunti complici, per i quali è stata notificata la stessa misura precautelare disposta dai carabinieri di Caserta su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Il gip di Napoli Nord ha disposto la misura cautelare del carcere per Andrea Autiero, già noto come figura di rilievo all’interno del gruppo degli “scusuti” di Gricignano di Aversa collegato al clan dei Casalesi. Il provvedimento è arrivato dopo il fermo eseguito nei giorni precedenti nell’ambito dell’indagine sul tentativo di omicidio su commissione. La stessa decisione è stata presa anche per le altre quattro persone raggiunte dal provvedimento, mentre gli accertamenti hanno ricostruito il ruolo attribuito ai diversi soggetti coinvolti nella preparazione del delitto.

Il ritorno in carcere del boss dopo 20 anni di detenzione

Andrea Autiero era tornato in libertà dopo avere scontato una lunga detenzione durata 20 anni. Secondo l’accusa, dopo la scarcerazione avrebbe iniziato a riorganizzare il gruppo criminale e avrebbe accettato l’incarico di eseguire l’omicidio su commissione. La vicenda ha riportato sotto attenzione la posizione dell’uomo, indicato come elemento di vertice di una fazione legata al clan dei Casalesi presente a Gricignano di Aversa, in provincia di Caserta.

Nel quadro dell’indagine è emerso anche un altro episodio contestato agli arrestati: secondo quanto riportato, il gruppo avrebbe partecipato a un raid contro l’attività del sindaco di Gricignano di Aversa, Vittorio Lettieri. Il femminicidio su commissione bloccato dalle autorità si inserisce quindi in un’indagine più ampia che riguarda le attività attribuite al gruppo malavitoso e i rapporti tra le persone coinvolte. Le verifiche della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dei carabinieri di Caserta hanno portato all’adozione delle misure cautelari nei confronti dei cinque indagati.

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