Sciopero generale Usb per Gaza, l’Italia si ferma in decine di città
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Redazione Interno
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L’Unione Sindacale di Base ha indetto uno sciopero generale nazionale per lunedì, definendolo un atto di rottura contro quello che non esita a chiamare «lo stato terrorista di Israele». La mobilitazione, che si preannuncia trasversale e particolarmente partecipata, nasce dall’orrore per quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza e si concretizza nella ferma intenzione di bloccare le attività produttive in segno di solidarietà con la popolazione palestinese.
Non c’è angolo del Paese, secondo i sindacati, che non stia contribuendo a un vero e proprio movimento a sostegno dell’iniziativa. La chiamata a «Blocchiamo tutto», che supera ogni tradizionale distinzione di natura politica, culturale o generazionale, sembra aver raccolto un’adesione così ampia da configurarsi come una valanga inarrestabile. Lo sciopero, che si terrà in contemporanea con le azioni della Global Sumud Flotilla, rischia di paralizzare interi settori del Paese, dai trasporti alla scuola, dai porti alla sanità.
Le manifestazioni sono previste in almeno 75 centri urbani, con cortei di particolare rilevanza annunciati a Roma, Milano, Napoli e Cagliari, dove è atteso un grande corteo. Ma l’adesione coinvolge anche realtà più piccole, da Nord a Sud, comprese quelle della Sardegna, dove sono previsti presidi a Sassari, Nuoro, Iglesias, Siniscola, Olbia e Ozieri. Anche a Bergamo sono in programma diverse iniziative: un presidio degli studenti è convocato in piazzale Alpini dalla mattinata, mentre un altro sit-in è organizzato per le 18 davanti alla Prefettura di via Tasso.




