Bimbo di 18 mesi muore a Catanzaro, ipotesi Clostridium difficile nell'asilo di Tropea. La Procura indaga

Bimbo di 18 mesi muore a Catanzaro, ipotesi Clostridium difficile nell'asilo di Tropea. La Procura indaga
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un bambino di un anno e mezzo, Alessio Pio, originario di Zungri, è deceduto nella serata di ieri all'ospedale di Catanzaro dopo un rapido aggravarsi delle sue condizioni cliniche. Il piccolo, che frequentava l'asilo nido "Family Baby School" di Tropea, era stato inizialmente ricoverato presso il nosocomio "Jazzolino" di Vibo Valentia lo scorso 17 luglio, per poi essere trasferito nel capoluogo calabrese il 21 luglio a causa della gravità del quadro sintomatologico.

La notizia della sua scomparsa, insieme al ricovero di altri quattro bambini che frequentavano la medesima struttura, ha spinto la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ad aprire un'inchiesta per fare piena luce su una vicenda che ha scosso profondamente l'intera comunità locale, sebbene le autorità mantengano il massimo riserbo sulle indagini in corso.

Il sospetto del batterio killer e il quadro clinico dei piccoli pazienti

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti e dei tecnici del Dipartimento di Prevenzione dell'Asp, che hanno immediatamente avviato verifiche e campionamenti all'interno della struttura di Tropea, figura con insistenza la contaminazione da Clostridium difficile, un batterio anaerobio gram-positivo noto per essere una delle principali cause di diarrea associata all'uso di antibiotici e per la sua capacità di produrre tossine particolarmente aggressive a livello intestinale.

I sintomi riscontrati nei piccoli pazienti, che spaziavano da disturbi gastrointestinali acuti a un progressivo peggioramento delle condizioni generali, sembrerebbero compatibili con un'infezione di questa natura, sebbene i responsabili sanitari abbiano più volte ribadito che al momento non sussistono conferme ufficiali e che saranno soltanto gli esiti degli accertamenti di laboratorio, inclusi gli esami tossicologici e le colture batteriologiche, a determinare con certezza l'eziologia dei fatti.

Dei quattro bambini ricoverati in seguito alla comparsa dei medesimi sintomi accusati dal piccolo Alessio Pio, tre hanno già ricevuto il benestare per la dimissione, mentre uno resta ancora in osservazione presso il reparto di Pediatria dell'ospedale di Catanzaro, sebbene le sue condizioni non destino al momento particolare preoccupazione.

L'appello alla cautela del virologo Pregliasco e le indagini della Procura

Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università Statale di Milano, intervenendo sulla drammatica vicenda, ha caldeggiato l'adozione della massima cautela sul piano scientifico, sottolineando come la morte di un bambino così piccolo rappresenti una tragedia che impone il massimo rispetto per il dolore della famiglia e al contempo richiede agli esperti un approccio metodologico scevro da facili conclusioni affrettate.

Le sue dichiarazioni giungono in un momento in cui gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo di Vibo Valentia, stanno raccogliendo tutta la documentazione sanitaria relativa ai ricoveri e stanno sentendo il personale dell'asilo nido e i genitori degli altri bambini per ricostruire con precisione la catena temporale degli eventi e verificare l'eventuale esistenza di focolai infettivi all'interno della struttura.

La scuola "Family Baby School" è al momento al centro dell'attenzione degli investigatori, che stanno cercando di appurare se siano state rispettate tutte le norme igienico-sanitarie previste per la gestione dei pasti e la pulizia degli ambienti, elementi cruciali per prevenire la diffusione di agenti patogeni come il Clostridium difficile, le cui spore sono particolarmente resistenti ai normali disinfettanti.

Il trasferimento e il decesso all'ospedale di Catanzaro

Il percorso clinico del piccolo Alessio Pio si è rivelato particolarmente complesso a partire dal momento in cui, dopo i primi soccorsi a Vibo Valentia, i medici hanno rilevato un peggioramento tale da rendere necessario il trasferimento d'urgenza verso l'ospedale "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro, dove il bambino è stato ricoverato in Terapia intensiva pediatrica.

Nonostante gli sforzi del personale sanitario per stabilizzare il quadro clinico e contrastare l'infezione, le sue condizioni sono continuate a deteriorarsi fino al fatale epilogo di ieri sera, gettando nello sconforto i familiari e gli operatori sanitari che lo avevano in cura.

La Procura di Vibo Valentia, che ha formalmente aperto un fascicolo per fare piena luce sulla dinamica dei fatti, ha disposto il sequestro della cartella clinica e potrebbe decidere di affidare a un consulente tecnico l'incarico di effettuare l'autopsia sul corpo del bambino, un passaggio ritenuto cruciale per stabilire con esattezza le cause del decesso e per verificare la corrispondenza tra il quadro sintomatologico e l'eventuale presenza di tossine prodotte dal Clostridium difficile, un batterio che, sebbene più frequente negli adulti e negli anziani, può risultare estremamente pericoloso

Anche nei soggetti più piccoli e in condizioni di particolare fragilità immunologica.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.