Vernio, lutto cittadino per la bimba di tre anni investita e uccisa. La procura apre un fascicolo per omicidio colposo.
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Redazione Interno
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Sarà lutto cittadino, a Vernio, nel giorno in cui la comunità si stringerà attorno alla famiglia per dare l’ultimo saluto a Nadia Namdi, la bambina di tre anni e mezzo morta dopo essere stata investita da un’auto. La tragedia si è consumata nella serata di domenica lungo la strada regionale 325, in località Le Piana, a Mercatale di Vernio, e da allora, nel paese della provincia di Prato, non si parla d’altro. La piccola, secondo una prima e ancora sommaria ricostruzione degli inquirenti, sarebbe sfuggita al controllo dell’amica di famiglia che in quel momento si stava prendendo cura di lei – la mamma era poco distante – e avrebbe attraversato la strada proprio mentre sopraggiungeva una vettura, il cui conducente, come emerso dai primi accertamenti, non avrebbe avuto il tempo materiale per evitare l’impatto.
La dinamica esatta di quanto accaduto, e su cui la Procura della Repubblica di Prato ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, è al vaglio dei carabinieri della stazione di Vernio, che hanno effettuato i rilievi del caso. L’urto, la cui violenza è testimoniata dal fatto che il corpicino della piccola è stato sbalzato per diversi metri, ha innescato un immediato e disperato tentativo di soccorso. Sul posto sono accorse due ambulanze, una della Croce Rossa di Vernio e una della Misericordia di Vaiano, con i sanitari a bordo che hanno provato a rianimare la bambina per oltre un’ora. Ogni sforzo, però, si è rivelato vano e per Nadia non c’è stato nulla da fare. Durante le concitate fasi del soccorso, la madre, raggiunta sul luogo della tragedia, ha accusato un malore, venendo immediatamente assistita.
«Nadia non piange più», il dolore indicibile di una madre e di un padre
Nella casa di via di Camogli, dove la famiglia – originaria della Nigeria e residente a Vernio da quattro anni – abita, il tempo si è fermato a domenica sera. La mamma di Nadia, Blessing, siede sul divano con lo sguardo fisso nel vuoto, incapace di reagire, circondata da parenti e amici che tentano di offrire un sostegno. «Nadia non piange più. È caduta e non piangeva. Nadia, perché non piangi?», riesce a mormorare in un sussurro, aggrappandosi a quelle poche parole mentre un’amica le porge una tazza di latte, ricordandole di prendere la tachipirina per il forte mal di testa che la attanaglia, dato che non mangia da ore. Il padre, Ijeh Namdi, è altrettanto distrutto e, nella sua disperazione, cerca risposte che non trova. «Voglio sapere come è stato possibile – ha dichiarato – la persona che l’ha investita dove è ora? Ha chiesto scusa? Voglio giustizia per mia figlia. Non voglio i soldi, voglio che mi sia ridata, era troppo piccola per finire così». La coppia ha un’altra figlia di appena un anno, e solo la necessità di allattarla riesce, per brevi e strazianti istanti, a riportare la madre alla realtà.
La ricostruzione e il peso di una strada ritenuta pericolosa
A gettare luce sui momenti immediatamente precedenti la tragedia è l’amica di famiglia, Princess, che quel giorno si trovava con Nadia. «La bambina era con me, non riesco a farmene una ragione – ripete sconvolta – Qui noi non abbiamo nonni o nonne, non abbiamo nessuno. Ci diamo una mano fra di noi. Spesso avevo Nadia con me. L’accompagnavo all’asilo insieme a mio figlio, poi andavo a riprenderla». Princess descrive Nadia come una bambina solare e gioiosa, che frequentava l’asilo a Luicciana, istituto che proprio ieri è rimasto chiuso in segno di lutto. «È come se fosse figlia mia – aggiunge – Non ci voglio ancora credere, anzi non riesco a realizzare, mi sembra un brutto sogno. Aspetto che da un momento all’altro qualcuno mi dica: Sveglia, è stato un incubo». Tra i residenti della zona, intanto, si leva un coro unanime nel puntare il dito contro la pericolosità della strada regionale 325, un’arteria dove, come riferiscono alcuni conoscenti della famiglia, «le auto sfrecciano a tutta velocità, soprattutto la notte. A volte i conducenti hanno talmente furia che sorpassano perfino il pulmino della scuola mentre fa salire e scendere i bambini».
Il lutto cittadino e il silenzio della sindaca
La sindaca di Vernio, Maria Lucarini, ha espresso a nome di tutta l’amministrazione il cordoglio per la scomparsa della piccola, annunciando che proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali, non appena sarà fissata la data. «Tre anni sono il tempo delle carezze – aveva dichiarato a caldo la prima cittadina – Quella di stanotte è rimasta sospesa nell’aria, piccolina». Un dolore, quello per la morte di una bambina, che trafigge l’intera collettività, chiamata ora a un silenzio rispettoso e partecipe. La Procura, dal canto suo, procederà con gli accertamenti tecnici irripetibili, tra cui probabilmente l’autopsia sul della piccola, per stabilire con esattezza le dinamiche e verificare l’esistenza di eventuali responsabilità penali a carico del conducente dell’auto o di chi era deputato alla sorveglianza di Nadia. L’iscrizione nel registro degli indagati, atto dovuto per consentire l’espletamento della consulenza tecnica, potrebbe avvenire nelle prossime ore, ma al momento non risultano nomi.




