Visibilia Editore e la truffa Covid, chiesto il patteggiamento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Visibilia Editore spa, la società imputata insieme alla ministra del Turismo Daniela Santanchè, ha chiesto di patteggiare per l'accusa di truffa aggravata ai danni dell'Inps, riguardante presunte irregolarità sulla cassa integrazione in deroga durante il periodo Covid. La ministra, che non era presente all'udienza preliminare del processo, ha visto i suoi legali chiedere il trasferimento del procedimento a Roma, sede dell'ente previdenziale, e la riqualificazione della truffa aggravata in "indebita percezione di erogazioni pubbliche".

L'Inps è stata ammessa a costituirsi parte civile contro Visibilia Editore Spa e Visibilia Concessionaria, oltre che contro l'allora amministratore delegato Daniela Santanchè, imputata insieme al compagno Dimitri Kunz e all'ex collaboratore Paolo Giuseppe Concordia. Durante l'udienza tenutasi al Tribunale di Milano, davanti alla Gup Tiziana Gueli, è emerso che la ministra del Turismo, che ha dismesso cariche e quote dalla società nel 2022, è accusata di aver percepito illegittimamente la cassa integrazione in deroga Covid per 13 dipendenti che, in realtà, hanno continuato a svolgere le loro mansioni in smart working.

La richiesta di trasferimento del procedimento a Roma, avanzata dai legali di Santanchè, sarà valutata il 23 ottobre, quando il giudice per l'udienza preliminare scioglierà la riserva. Nel frattempo, Visibilia Editore ha proposto di patteggiare, cercando così di evitare un processo che potrebbe avere ripercussioni significative sull'immagine della società e della stessa ministra.

La vicenda, che vede coinvolti anche Dimitri Kunz e Paolo Giuseppe Concordia, oltre alle due società del gruppo editoriale Visibilia, rappresenta un caso emblematico delle difficoltà e delle controversie legate alla gestione della cassa integrazione durante la pandemia

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