Concorso in magistratura, caos a Roma: indagine su presunte irregolarità e allarme morbillo tra i candidati

Concorso in magistratura, caos a Roma: indagine su presunte irregolarità e allarme morbillo tra i candidati
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Redazione Salute Redazione Salute   -   Sullo svolgimento del concorso per l'accesso in magistratura ordinaria, che si è tenuto alla Fiera di Roma tra il 22 e il 26 giugno scorsi, piomba una tempesta perfetta. Da un lato, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di natura conoscitiva per fare luce su presunte irregolarità che avrebbero inficiato la regolarità delle prove scritte, come raccontato da alcuni degli oltre settemila partecipanti nelle chat di gruppo; dall'altro, il ministero della Salute ha diramato un'allerta sanitaria dopo la conferma di un caso di morbillo in un candidato che ha preso parte alle sessioni d'esame.

Un scenario complesso che getta un'ombra sull'intera procedura selettiva.

L'indagine della Procura e le chat dei candidati

A piazzale Clodio, sede della Procura di Roma, è arrivata la segnalazione relativa ad alcune anomalie che si sarebbero verificate durante lo svolgimento delle prove. Al momento, il fascicolo non ipotizza alcun reato e gli inquirenti procedono con un'attività di riscontro per verificare la fondatezza delle voci che hanno cominciato a circolare già al termine della prima giornata di esami.

A innescare l'allarme, alcuni messaggi apparsi nelle chat tra i candidati, nei quali si sosteneva che le tracce della prova di diritto penale, prevista per il giorno successivo, sarebbero state visibili sulla scrivania della Commissione nel terzo padiglione mentre si svolgeva la prova di civile. Un candidato, in particolare, scriveva che qualcuno avrebbe potuto, con la scusa di andare a controllare il codice, prendere appunti sui temi che sarebbero stati affrontati il giorno seguente.

I retroscena sulle prove scritte

Secondo quanto ricostruito da alcune testimonianze, i candidati avrebbero notato un comportamento insolito da parte del personale di vigilanza. In particolare, si sarebbe diffusa la voce che ai membri delle forze dell'ordine preposti al controllo fosse stato richiesto di consegnare i telefoni cellulari, una misura che alcuni partecipanti, presenti a precedenti edizioni del concorso, non avevano mai visto adottare.

Un'altra irregolarità segnalata riguarda la prova di diritto amministrativo: alcuni concorrenti avrebbero visto una sentenza su un tavolo della Commissione prima dell'inizio ufficiale della prova, mentre in alcuni gruppi di scuole private di preparazione al concorso sarebbero già circolate indicazioni sul tema oggetto d'esame. Questi episodi hanno generato malcontento e proteste, tanto che il presidente della Commissione avrebbe persino dovuto interrompere lo svolgimento della prova per dare spiegazioni, invitando poi i candidati ad assumersi le proprie responsabilità.

L'allarme morbillo: un candidato contagiato

A complicare ulteriormente il quadro, il ministero della Salute ha comunicato la conferma di un caso di morbillo in un candidato che ha partecipato alle prove del concorso. La persona positiva al virus, come precisato dal dicastero guidato da Orazio Schillaci, era presente alla Fiera di Roma nelle giornate del 23, 24 e 25 giugno. Il ministero della Salute ha inviato una comunicazione ufficiale al ministero della Giustizia e ha diramato un'informativa per tutti i partecipanti, invitandoli a prestare la massima attenzione all'eventuale comparsa di sintomi compatibili con la malattia.

Considerata l'elevata contagiosità del virus, che può trasmettersi con estrema facilità in luoghi affollati, l'avviso raccomanda di contattare immediatamente il proprio medico curante e la Asl di riferimento in caso di febbre elevata, tosse, rinite, congiuntivite o comparsa di rash cutaneo.

La situazione in Sicilia

Il caso del candidato contagiato a Roma ha riacceso i riflettori sulla situazione vaccinale in Italia, con particolare attenzione ai dati della Sicilia. Nella regione, la copertura vaccinale contro il morbillo si attesta all'88,9%, una percentuale ben al di sotto della soglia del 95% raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire quella che viene definita immunità di gregge. I dati relativi ai bambini nati nel 2024 indicano che circa 3.

700 non sono stati vaccinati, un ritardo che mantiene l'isola fuori dagli standard dei Livelli essenziali di assistenza e rappresenta un ostacolo al superamento del piano di rientro sanitario. La malattia, che può provocare complicanze gravi come polmonite ed encefalite, colpisce oggi principalmente i giovani adulti non immunizzati, con un'età media di circa 31 anni.

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