Il Mimit stanzia 50 milioni per la formazione nelle Pmi del Mezzogiorno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è un fondo di 50 milioni di euro, istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la firma del ministro Adolfo Urso, e destinato a sostenere la formazione del personale delle piccole e medie imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno. L’iniziativa, che si inserisce nel più ampio Programma Nazionale "Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027", punta a rafforzare quelle competenze, e sono molte, legate ai processi di transizione tecnologica, digitale e ambientale; un passaggio, quest’ultimo, considerato ormai strutturale per il tessuto produttivo. Le risorse, erogate a fondo perduto, copriranno il 50% delle spese ammissibili per le società regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, con la possibilità di ottenere una premialità che arriva fino al 70% nel caso in cui i progetti formativi coinvolgano imprese situate in più regioni -1-6.

Possono accedere alle agevolazioni le Pmi con unità operative in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia; una platea, va da sé, piuttosto ampia che comprende migliaia di realtà produttive. Una quota consistente del finanziamento, pari al 40% dell’intera dotazione, è stata espressamente riservata alle filiere dell’automotive, della moda, del tessile e dell’arredamento -10. Il decreto direttoriale, pubblicato lo scorso 10 febbraio, ha inoltre definito nel dettaglio le spese che potranno essere coperte: si va dai costi per i formatori, naturalmente, a quelli per i materiali, le attrezzature, i servizi di consulenza specializzata, fino a includere le spese di viaggio e alloggio e persino quelle relative alle ore di partecipazione dei dipendenti -1. I progetti dovranno prevedere un costo complessivo che si aggiri tra un minimo di 10mila e un massimo di 60mila euro, e i percorsi didattici, della durata massima di un anno, dovranno essere erogati da soggetti qualificati e indipendenti, con una comprovata esperienza nei settori della digitalizzazione e della transizione ecologica -4-9.

Le tempistiche per la presentazione delle domande e le specifiche tecniche

Per quanto riguarda gli aspetti operativi, le imprese interessate dovranno inviare la propria richiesta di accesso agli incentivi esclusivamente per via telematica, attraverso lo sportello online gestito da Invitalia, a partire dalle ore 12:00 del prossimo 12 marzo e fino alle ore 12:00 del 14 maggio 2026 -5-8. Esiste tuttavia una discrasia temporale nelle fonti: se la maggior parte di esse converge sulla finestra marzo-maggio, alcuni comunicati, soprattutto quelli di provenienza regionale, posticipano l'apertura dello sportello al 21 aprile, con chiusura fissata al 23 giugno -6-10. Sarà dunque fondamentale, per evitare di incorrere in errori, che le aziende consultino attentamente il testo ufficiale del decreto o le comunicazioni che verranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito del Mimit. La valutazione delle domande, come specificato nella nota del Ministero, non seguirà un criterio cronologico ma si baserà su una graduatoria di merito, costruita assegnando punteggi in base a parametri quali il numero di addetti coinvolti nel progetto, la coerenza delle tematiche formative con gli obiettivi di specializzazione intelligente e, non ultima, l’appartenenza dell’impresa a reti o contratti di rete finalizzati allo sviluppo di filiera -1-3.

I settori industriali coinvolti e le collaborazioni tra imprese

I settori industriali che possono beneficiare dei contributi sono molteplici e vanno dall'aerospazio e difesa, alla salute, all'alimentazione, ovviamente, fino a toccare l'industria intelligente e sostenibile, il turismo, il patrimonio culturale, l'agenda digitale, le smart communities e i sistemi di mobilità intelligente, senza dimenticare le tecnologie pulite e le biotecnologie -1. Un’attenzione particolare, come accennato, è riservata ai progetti formativi che riguardano le filiere dell’automotive, della moda, del tessile e dell’arredamento, a dimostrazione di una strategia che mira a sostenere comparti tradizionalmente forti del made in Italy ma oggi chiamati a una profonda riconversione delle competenze. L’iniziativa, inoltre, incoraggia esplicitamente la collaborazione tra imprese: per i cosiddetti progetti integrati sovraregionali, che potranno coinvolgere fino a un massimo di dieci aziende localizzate in almeno due regioni diverse, è prevista infatti una maggiorazione dell’agevolazione pari a venti punti percentuali per le micro e piccole imprese e di dieci punti percentuali per le medie -1-3.

Description: Contributi a fondo perduto per la formazione del personale delle Pmi del Sud. 50 milioni dal Mimit per transizione digitale e green. Domande da marzo 2026.

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