L’ex tabaccaia trovata morta a Milano: un caso che si complica tra ombre e misteri
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Redazione Interno
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Silvana Damato, 70 anni, ex titolare di una tabaccheria ormai in pensione, è stata trovata senza vita venerdì scorso nella vasca da bagno del suo appartamento, situato in un complesso popolare di Bruzzano, alla periferia nord di Milano. Il corpo, ancora vestito con una vestaglia e biancheria intima, presentava segni di violenza: lividi sul volto e un taglio netto alla gola, che fa pensare all’uso di un oggetto affilato. A complicare il quadro, la porta di casa era chiusa con più mandate, ma il mazzo di chiavi della donna risulta inspiegabilmente scomparso.
Quello che inizialmente poteva sembrare un tragico malore – ipotesi subito scartata vista la natura delle lesioni – si è trasformato in un caso di omicidio, su cui indaga la procura di Milano. Gli investigatori, scavando nella vita privata della vittima, hanno appreso che frequentava un uomo da appena due settimane, un dettaglio che potrebbe rivelarsi cruciale. Le amiche più vicine, tra cui una che ha parlato con la stampa, hanno escluso che avesse rapporti sentimentali stabili. "Quando non ho più avuto sue notizie, ho pensato subito al peggio", ha raccontato una di loro, "perché lei mi avvisava sempre".
Altri elementi alimentano il mistero. Nonostante la ferita al collo, non sono state trovate tracce di sangue né nella vasca né nel resto dell’abitazione, il che lascia supporre che il corpo sia stato spostato o che l’aggressione sia avvenuta altrove. Resta poi da chiarire chi, e perché, abbia prelevato le chiavi di casa, rendendo ancora più fitto il giallo attorno alle ultime sette ore di vita della Damato. I carabinieri, ascoltando vicini e conoscenti, cercano di ricostruire i movimenti della vittima e individuare eventuali testimoni.




