La Bertram continua a correre, Cantù affonda nel tunnel delle sconfitte

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel palasport di Cantù, teatro di una partita che era attesa come un incrocio inedito tra una squadra in piena ascesa e una in profonda crisi, la Bertram Derthona ha saputo imporre la propria maturità di squadra, espugnando il campo avversario per 85-79 e agganciando così il terzo posto in classifica. Un risultato, questo, che assume un peso specifico notevole, considerando il contesto e il percorso opposto delle due formazioni: i piemontesi, infatti, hanno infilato la quarta vittoria consecutiva, mentre i brianzoli hanno allungato a sette la striscia negativa, un dato che, inevitabilmente, grava sull’ambiente e sulla panchina.

Il match: la risposta alla crisi di Cantù

I padroni di casa, sebbene privi di un uomo chiave come Moraschini – relegato in panchina solo per onor di firma – hanno dimostrato di possedere, almeno in avvio, le armi per insidiare un avversario di rango. Sfruttando il talento degli esterni e integrandolo con la presenza fisica sotto canestro di Ballo e la guida esperta di Green, Cantù è partita a razzo, costruendo uno shockante vantaggio di +13 nel primo quarto. Una fiammata, tuttavia, che si è spenta troppo presto, rivelando quella discontinuità di rendimento che ormai da settimane ne mina le prestazioni. Dopo lo scoppio iniziale, la squadra di Brienza è sembrata incapace di gestire la reazione degli ospiti, alternando buone giocate a passaggi a vuoto che si sono rivelati, alla lunga, fatali.

Strautins e la reazione della Bertram

La forza della Bertram, al contrario, è apparsa proprio nella capacità di rimanere compatta e reagire allo svantaggio iniziale, senza perdere il controllo del proprio gioco. La reazione, orchestrata da Vitali e Gorham, ha trovato nel lettone Arturs Strautins il suo mattatore assoluto. L’ala, con un’esibizione di grande efficienza e freddezza, ha chiuso la partita a 19 punti, accompagnati da percentuali di tiro quasi perfette. Sono state sue, in particolare, due triple nel cuore del quarto finale, i canestri decisivi che hanno rotto l’ultimo, tenace equilibrio e hanno chiuso la contesa, consegnando alla squadra di coach Sacchetti una vittoria di carattere.

Le conseguenze sul campo e in panchina

Questa ennesima sconfitta, più ancora del punteggio, lascia a Cantù la sensazione amara di un’occasione sprecata e di una spirale negativa dalla quale è sempre più difficile uscire. Come riportato, la situazione sulla panchina di Nicola Brienza è diventata incandescente, con il suo ruolo che viene messo in discussione dopo questa serie di risultati fallimentari. Per la Bertram Derthona, invece, la vittoria rappresenta un segnale chiaro lanciato alle grandi del campionato: il terzo posto conquistato sul campo non è un episodio, ma il frutto di un’identità di gioco solida e di un morale altissimo, alimentato anche dalla recente certezza della qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Con l’obiettivo di chiudere al meglio il girone di andata, i bianconeri guardano avanti con una sicurezza che pochi, all’inizio della stagione, avrebbero scommesso di vedere.

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