Incidente a Lavinio, la Ducati contro la Clio: muore Jonathan Farsoni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La mattina di Pasqua, quella di domenica 5 aprile, si è trasformata in una scena di devastazione lungo via di Valle Schioia, all’altezza dell’incrocio con via Settembrini, nel cuore di Lavinio, frazione di Anzio. È qui che uno schianto frontale laterale – per usare una definizione tecnica che gli inquirenti stanno ancora mettendo a fuoco – tra una potente moto Ducati e una Renault Clio ha strappato la vita a Jonathan Farsoni, trentenne del posto. Le prime ricostruzioni della polizia municipale, quelle che emergono dai rilievi e dalle testimonianze raccolte in quelle ore concitate, parlano di un impatto violentissimo: il giovane, che stava percorrendo la strada provenendo dalla direzione della stazione ferroviaria, avrebbe urtato la piccola vettura proprio in prossimità del Centro ecumenico. Un luogo, questo, che chi frequenta quelle strade conosce bene per la sua visibilità non sempre ottimale.

La dinamica e l’intervento dei soccorsi

Secondo una prima sommaria ricostruzione della polizia locale, il conducente dell’auto – un uomo alla guida della Clio – viaggiava con altri quattro passeggeri a bordo, tra i quali due minorenni. Nessuno di loro, va detto, ha riportato lesioni mortali, ma tutti e cinque sono stati giudicati in condizioni tali da richiedere il trasporto in ospedale. La chiamata al 118 è arrivata poco dopo le 9,30, un orario in cui la domenica di Pasqua stava appena spalancando le sue giornate di festa. E qui, un aspetto che merita di essere sottolineato, gli infermieri della centrale operativa di Roma hanno attivato un sistema di videochiamata, una procedura che consente di guidare a distanza chi si trova sul luogo dell’incidente nelle manovre di primo soccorso. Un’assistenza a distanza che, in attesa dell’arrivo dei mezzi pesanti, può fare la differenza tra la vita e la morte.

I numeri dell’emergenza e il trasporto dei feriti

Sul posto, nel giro di pochi minuti, è stato mobilitato un dispositivo imponente: quattro ambulanze, un’automedica partita da Ardea e un elicottero decollato da Latina, identificato come Ares44. Quest’ultimo, per la verità, non è stato utilizzato per il trasporto della vittima – Jonathan Farsoni, secondo quanto riferito, era già deceduto sul colpo a causa della violenza dell’urto – ma si è reso necessario per la gravità di alcuni dei feriti. I cinque occupanti della Clio, tra cui le due bambine, sono stati così stabilizzati e trasportati in diversi presidi ospedalieri della zona. Un’operazione complessa, quella di soccorso, che ha visto impegnati per oltre due ore gli operatori del 118, mentre la polizia municipale chiudeva al traffico l’intero tratto di via di Valle Schioia per consentire i rilievi.

La vittima e le indagini in corso

Jonathan Farsoni, trentenne residente proprio nelle vicinanze del luogo dello schianto, era alla guida di una moto di grossa cilindrata, una Ducati che – come spesso accade in questi casi – restituisce l’idea di un mezzo potente e reattivo. La sua età, in un primo momento diffusa dai canali ufficiali come 26 anni, è stata successivamente corretta: ne aveva compiuti 30. Un dettaglio, questo, che non cambia la sostanza della tragedia, ma che racconta quanto il caos delle prime ore possa generare anche piccole discrepanze. La municipale sta ora analizzando i frame delle eventuali telecamere di sorveglianza presenti nella zona, nella speranza di ricostruire i secondi precedenti l’impatto. Non è ancora chiaro, infatti, se uno dei due veicoli abbia bruciato la precedenza o se vi siano state cause concorrenti, come l’asfalto reso insidioso dall’umidità mattutina. Quel che è certo, al momento, è che un trentenne non ce l’ha fatta, e che altre cinque persone – tra cui due bambine – hanno passato la Pasqua in ospedale.

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