Whatsapp web, adesso si potranno inviare vocali e fare chiamate direttamente dal browser

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Dopo anni di attesa, che per molti utenti rappresentavano un vero e proprio limite nella fruizione del servizio, WhatsApp Web si appresta a colmare una lacuna storica. La versione della piattaforma di messaggistica accessibile tramite browser, infatti, ha finalmente avviato il rilascio – seppur graduale e per ora riservato agli iscritti al programma beta – del supporto nativo per le chiamate vocali e video -1. Si tratta di un'aggiunta che, di fatto, ridefinisce il perimetro di utilizzo del client web, il quale, fino a questo momento, era rimasto sostanzialmente ancorato a funzioni di messaggistica testuale, condivisione di file e supporti multimediali, senza mai intaccare il terreno della comunicazione in tempo reale, appannaggio esclusivo delle applicazioni desktop dedicate per Windows e macOS, oltre che, naturalmente, delle versioni mobile.

La novità, intercettata e diffusa da esperti del settore come quelli di WABetaInfo, consiste nell'integrazione, direttamente nell'interfaccia delle chat individuali, di icone specifiche per avviare una chiamata vocale o una videochiamata -2. Cliccando su questi pulsanti, l'utente può avviare la comunicazione senza la necessità di sbloccare il telefono o, tantomeno, di installare alcun software aggiuntivo sul proprio computer: tutto avviene all'interno della finestra del browser, in un'ottica di semplificazione e continuità dell'esperienza d'uso. L'interfaccia, stando alle prime analisi, ricalca fedelmente quella delle applicazioni native, garantendo una curva di apprendimento nulla per chi è già abituato a usare WhatsApp su altri dispositivi -5.

Il rilascio graduale e le prime funzionalità

Il rollout di questa funzionalità, come detto, è appena cominciato e interessa in questa prima fase solamente i colloqui uno a uno. La strategia di Meta, la società proprietaria di WhatsApp, appare chiara: introdurre il servizio su basi tecniche solide, monitorando il comportamento e l'eventuale insorgenza di bug o criticità su un numero ristretto di utilizzatori, per poi estendere la platea e, in un secondo momento, abilitare le funzionalità più complesse come le chiamate di gruppo -4. Queste ultime, che sulla versione mobile supportano fino a trentadue partecipanti, rappresentano un obiettivo dichiarato per gli sviluppatori, ma il loro arrivo sul web è previsto in una fase successiva, quando la stabilità del sistema sarà stata opportunamente verificata -8. Per gli utenti beta abilitati, l'operazione è semplice: aprendo una qualsiasi conversazione, compare l'icona del ricevitore telefonico o della videocamera, un'aggiunta che fino a pochi giorni fa era del tutto assente.

Oltre alla possibilità di effettuare chiamate, l'aggiornamento introduce anche il supporto alla condivisione dello schermo durante le videochiamate, una funzionalità che rende lo strumento particolarmente appetibile in contesti lavorativi o di supporto a distanza -3. La condivisione, che avviene in tempo reale, permette di mostrare all'interlocutore documenti, presentazioni o qualsiasi altra attività visibile sul proprio monitor, sebbene gli stessi sviluppatori raccomandino prudenza, invitando a utilizzare questa opzione solo con contatti fidati per evitare l'esposizione involontaria di dati sensibili o password. Un aspetto, questo, che sottolinea come l'attenzione alla privacy rimanga centrale, anche in questa nuova veste.

La sicurezza e i vantaggi per sistemi meno diffusi

Un tassello fondamentale, che non poteva essere trascurato nella migrazione di una funzione così delicata sul web, riguarda la sicurezza. Le chiamate effettuate tramite browser, così come avviene per le versioni mobili e desktop, sono protette dalla crittografia end-to-end basata sul protocollo Signal -9. Questo significa che il contenuto della comunicazione rimane accessibile ai soli partecipanti alla conversazione, senza che nessun altro – incluso WhatsApp o la stessa Meta – possa tecnicamente intercettarlo o ascoltarlo. La rassicurazione, per gli utenti, è che il livello di protezione non subisce alcun declassamento rispetto agli standard cui la piattaforma ha abituato la propria utenza.

L'impatto di questa novità, però, non è uniforme per tutti. Se per chi utilizza Windows o macOS l'alternativa tra app dedicata e browser si traduce principalmente in una comodità aggiuntiva, per altri sistemi operativi rappresenta un vero e proprio salto di qualità. È il caso, in particolare, degli utenti Linux, da sempre sprovvisti di un'applicazione nativa ufficiale per il celebre sistema open source -10. Fino a oggi, per loro, WhatsApp Web era l'unica via per accedere ai messaggi dal PC, ma senza poter mai utilizzare le funzioni vocali se non ricorrendo allo smartphone. Con questa implementazione, la piattaforma web diventa finalmente uno strumento completo, abbattendo una barriera che per anni aveva reso l'esperienza su Linux parziale e, per certi versi, frustrante. Un vantaggio tangibile che si estende anche ad ambienti come Chrome OS, dove il concetto stesso di "app" si fonde spesso e volentieri con quello di browser.

L'evoluzione dell'interfaccia e le prospettive tecniche

L'integrazione delle chiamate in WhatsApp Web non si limita a un mero porting di funzioni, ma implica un ripensamento dell'interfaccia per adattarla al contesto browser. Le chiamate in arrivo, ad esempio, si manifestano attraverso notifiche a comparsa, che l'utente può accettare o rifiutare con un semplice clic, e durante la conversazione si apre una finestra fluttuante separata che consente di continuare a navigare o a lavorare su altre schede senza interrompere la comunicazione -7. Questa finestra offre tutti i controlli essenziali: disattivazione del microfono, spegnimento della videocamera, conclusione della chiamata e, come accennato, la condivisione dello schermo. La possibilità di passare da una chiamata vocale a una video, con un'apposita richiesta che l'interlocutore può accettare o declinare, aggiunge un ulteriore livello di flessibilità.

Le prime impressioni degli utenti che stanno testando la funzionalità, per quanto entusiastiche sulla novità in sé, riportano alcune note a margine sulla qualità video, talvolta descritta come inferiore a quella offerta da altri servizi di videochiamata o dalla stessa applicazione desktop -7. Si parla di una finestra video dalle dimensioni contenute e di una compressione dell'immagine piuttosto spinta, che penalizza la nitidezza. Resta da capire se si tratti di limiti legati alla fase di test, destinati a essere ottimizzati con i prossimi aggiornamenti, o di un compromesso tecnico dovuto all'architettura stessa del funzionamento via browser. In ogni caso, il rilascio prosegue e ci si attende che nelle prossime settimane un numero sempre maggiore di utenti, anche non in beta, possa iniziare a vedere i nuovi pulsanti all'interno delle proprie chat.

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