Caro-carburanti, il governo studia la svolta selettiva: addio allo sconto generalizzato sulle accise

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il taglio di diciassette centesimi al litro sulle accise del gasolio, prorogato fino al prossimo 5 settembre, rappresenta l'ultimo atto di una strategia emergenziale che il governo intende tuttavia archiviare definitivamente. La misura, che impegna risorse per circa 130 milioni di euro, era stata concepita per arginare l'impatto dei rincari sui prezzi dei carburanti proprio nel pieno della fase del controesodo estivo, quando milioni di italiani si mettono in viaggio per raggiungere le località di villeggiatura o fare rientro verso le città.

Eppure, e il messaggio è emerso con chiarezza dal recente Consiglio dei ministri che ha varato il decreto, l'esecutivo considera ormai superato il modello del sostegno a pioggia, per orientarsi verso un intervento profondamente diverso, che si fondi su criteri di selettività legati al reddito e all'effettiva necessità professionale di utilizzare un veicolo.

La stretta sulle risorse e il cambio di paradigma

La decisione di non rinnovare oltre il 5 settembre lo sconto generalizzato non arriva inaspettata, se si considera che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sta lavorando da settimane a una rimodulazione complessiva degli strumenti di sostegno. Il nodo centrale, e su questo i tecnici del ministero stanno concentrando le loro valutazioni, riguarda la necessità di coniugare l'esigenza di contenere i costi per le famiglie e le imprese con la sostenibilità dei conti pubblici, messa a dura prova da mesi di interventi estesi a tutta la platea degli automobilisti.

L'ipotesi che prende progressivamente forma, e che verrebbe attivata subito dopo la scadenza del 5 settembre, prevede l'introduzione di una sorta di social card dedicata al carburante, ma con una differenza sostanziale rispetto ai vecchi bonus: non si tratterebbe di un contributo accessibile a chiunque, bensì di una misura calibrata per intercettare due categorie prioritarie, ovvero i lavoratori che utilizzano l'auto come strumento indispensabile per la professione e i nuclei familiari con redditi più bassi, quelli che risentono maggiormente della variabilità del prezzo alla pompa.

I tassisti e i settori più esposti alla fluttuazione dei prezzi

Tra i comparti che più di altri hanno subito la pressione del caro-carburanti, e che quindi osservano con attenzione l'evoluzione delle scelte governative, spicca senza dubbio quello del trasporto pubblico non di linea, con i tassisti che da mesi denunciano margini di guadagno sempre più risicati a causa dell'incidenza del costo del gasolio sulle corse quotidiane.

Il taglio delle accise, per quanto utile a tamponare le emergenze più immediate, non è mai stato percepito dagli operatori come una soluzione strutturale, e la stessa proroga fino a settembre è stata letta più come un palliativo che come un vero cambiamento di rotta.

Proprio in questo contesto, e con lo sguardo già proiettato oltre la scadenza, il governo starebbe valutando l'introduzione del cosiddetto bonus benzina in busta paga, un meccanismo che consentirebbe ai lavoratori dipendenti di ricevere un rimborso parziale della spesa per il carburante, fino a un massimo di duecento euro, direttamente nella retribuzione mensile, alleggerendo così l'impatto sul bilancio familiare senza gravare sui meccanismi generali di sconto alla fonte.

Il tempo delle scelte e l'assenza di vertici politici all'orizzonte

Mentre i riflettori politici si concentrano sulla giornata di domani, che vedrà la premier Giorgia Meloni a Bari per celebrare il traguardo del suo governo come il più longevo della storia repubblicana, il dossier carburanti resta in attesa di una definizione che al momento non sembra imminente. Nessun vertice politico è stato convocato per le prossime ore e nessun Consiglio dei ministri straordinario è al momento in agenda, segno che l'esecutivo intende procedere con cautela, senza forzature, prima di sciogliere le riserve su quale sarà la formula definitiva del nuovo sostegno.

L'obiettivo dichiarato, e ribadito più volte dal ministro Urso, è quello di evitare di ripetere l'errore di interventi indifferenziati che finiscono per premiare anche chi non ha reali difficoltà economiche, concentrando invece le risorse disponibili su un fronte ristretto ma strategicamente cruciale, composto da chi ogni giorno deve fare i conti con un pieno di gasolio per andare al lavoro e da quelle famiglie per le quali anche pochi centesimi in più al litro possono tradursi in una variazione significativa del bilancio mensile.

La strada verso la selettività è tracciata, e il 5 settembre potrebbe segnare non la fine degli aiuti, ma l'inizio di una nuova fase, più mirata e meno dispendiosa per le casse dello Stato.

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