Domenica delle palme a Sumy, la strage russa che ha ucciso anche la pianista Kohut
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Redazione Esteri
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Fuori dai reparti di terapia intensiva degli ospedali di Sumy, decine di giornalisti attendono notizie mentre i familiari dei feriti – alcuni dei quali già intenti a organizzare i funerali – cercano conforto in un miracolo che sembra ormai impossibile. Secondo Volodymyr Zelensky, almeno undici persone, tra cui tre minori, versano in condizioni critiche, mentre il bilancio provvisorio parla di 34 morti, due dei quali bambini, e 119 feriti.
Ci sono volute ventiquattr’ore di silenzio, e una domanda diretta dei giornalisti, perché Matteo Salvini e Giuseppe Conte definissero «terribile» e «orrenda» la strage compiuta da due missili russi, il secondo dei quali esploso mentre la folla cercava riparo dopo il primo impatto. Un attacco che ha cancellato vite e spezzato esistenze, come quella di Olena Kohut, pianista e organista ucraina, immortalata per l’ultima volta il 29 marzo mentre suonava Mozart con la Filarmonica di Sumy.




