Sumy, strage nella domenica delle Palme: missili russi uccidono 34 civili
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Redazione Esteri
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Corpi insanguinati, auto in fiamme, edifici sventrati. A Sumy, nel nord-est dell’Ucraina, almeno 34 persone hanno perso la vita in quello che già viene definito come il massacro della domenica delle Palme, compiuto in pieno giorno dalle forze russe con due missili balistici Iskander. Il centro città, affollato di fedeli diretti in chiesa, è stato colpito con una precisione che non lascia dubbi sull’obiettivo: seminare il terrore tra i civili. Un centinaio i feriti, molti in condizioni critiche.
"La Russia è uno stato terrorista, il mondo deve reagire", ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendo Vladimir Putin "un bastardo" in un video pubblicato su Telegram, dove si vedono le immagini strazianti della strage. "Solo un bastardo potrebbe comportarsi così", ha aggiunto, mostrando i danni causati dalle esplosioni. Secondo Volodymyr Artyukh, capo dell’amministrazione regionale di Sumy, i russi avrebbero utilizzato munizioni a grappolo, progettate per massimizzare le vittime: "Vediamo i muri tagliati dalle schegge. Il missile è esploso in aria per uccidere il maggior numero possibile di innocenti".
La condanna internazionale è stata immediata. Matteo Renzi, in un post sui social, ha parlato di "violenza e ferocia che non si fermano neppure in un giorno di festa e di pace", ribadendo la necessità di un sostegno continuo all’Ucraina. Keith Kellogg, inviato speciale statunitense per l’Ucraina e la Russia, ha definito l’attacco "inaccettabile", sottolineando come esso "superi ogni limite di decenza". L’ex comandante militare ha aggiunto che l’amministrazione Trump sta lavorando per porre fine al conflitto, senza però specificare ulteriori dettagli.




