Missili russi su Sumy, strage nella domenica delle Palme: almeno 21 morti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le esplosioni hanno squarciato l’aria poco dopo le dieci del mattino, mentre le strade del centro erano affollate di persone. Due missili balistici Iskander, lanciati dalle forze russe, hanno colpito Sumy, città del nord-est ucraino a pochi chilometri dal confine, trasformando una normale domenica delle Palme in una giornata di lutto. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 21 vittime e oltre 80 feriti, tra cui sette bambini. Le immagini diffuse dalle autorità locali mostrano scene di caos: corpi senza vita accanto a mezzi pubblici distrutti, automobili divelte dall’esplosione, soccorritori che scavano tra le macerie per estrarre i superstiti.

"La Russia ha preso di mira deliberatamente il centro cittadino, sapendo che in quell’ora ci sarebbe stata molta gente in strada", hanno denunciato i servizi di emergenza ucraini. L’amministrazione militare regionale ha confermato l’uso di missili balistici, armi note per la loro precisione e letalità. Tra le vittime, due donne morte in un incendio scoppiato dopo l’impatto, mentre altre sono rimaste sepolte sotto le macerie delle abitazioni. "La nostra città ha subito una tragedia terribile", ha dichiarato il sindaco facente funzioni Artem Kobzar, senza nascondere l’emozione.

Volodymyr Zelensky, intervenuto con un messaggio su Telegram, ha usato toni durissimi: "Solo un bastardo può arrivare a tanto". Il presidente ucraino ha rinnovato l’appello alla comunità internazionale, chiedendo una risposta concreta a quello che ha definito "terrorismo". Sumy, già più volte colpita negli ultimi mesi, è diventata simbolo di una guerra che non risparmia né giorni di festa né civili inermi. I soccorsi, coordinati tra vigili del fuoco e volontari, proseguono tra difficoltà logistiche e il timore di nuovi attacchi.

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