Trovata morta in casa a Carini l’ex vigilessa Giuseppina Todaro: nessun riscontro da un mese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Carini, in provincia di Palermo, il silenzio prolungato di una donna, un tempo voce rassicurante e familiare per chiunque avesse bisogno di soccorso o informazioni, ha insospettito i suoi ex colleghi. Erano loro, gli agenti della polizia municipale di Palermo che l’avevano avuta accanto per anni nella centrale operativa di via Ugo La Malfa, a non ricevere più risposta ai messaggi e alle telefonate. Quel vuoto di riscontri, durato quasi trenta giorni, ha infine spinto qualcuno a varcare il cancello della sua villetta. All’interno, ormai priva di vita, è stata trovata Giuseppina Todaro, 67 anni, ispettrice in pensione della sala operativa.

Un mese senza contatti, l’allarme parte dagli ex colleghi

La scoperta, che restituisce il quadro di una scomparsa avvenuta in sordina e senza che nessuno, nei dintorni, potesse accorgersene, risale a pochi giorni fa. A dare l’allarme, appunto, non i vicini né i parenti, ma chi quella voce l’aveva ascoltata ogni giorno, coordinando pattuglie e gestendo emergenze. La Todaro, che aveva dedicato gran parte della sua carriera al comando di via Ugo La Malfa, risultava irreperibile da tempo; le indagini, ancora sommarie, lasciano intendere che il decesso sia avvenuto per cause naturali, con una morte risalente a circa un mese fa. Nessun segno di effrazione né di violenza, stando a quanto emerso dai primi rilievi, eppure quel lungo abbandono – nessuno che se ne sia accorto prima – trasforma la vicenda in un caso emblematico.

Il cordoglio del comandante Colucciello: «Un dramma della solitudine»

A rompere il silenzio istituzionale è stato Angelo Colucciello, comandante della polizia municipale di Palermo, che in una dichiarazione ha espresso tutto il suo dispiacere. «Sono profondamente disperato per la prematura scomparsa della collega Giuseppina Todaro – ha affermato – ispettrice della sala operativa del Comando di via Ugo La Malfa, in pensione, ritrovata senza vita nella sua abitazione di Carini. Un dramma della solitudine che suscita amarezza». Colucciello ha voluto poi rivolgere un pensiero a quanti l’hanno conosciuta direttamente, sottolineando come ne apprezzassero la professionalità e «la sua indimenticabile voce», quella stessa voce che per anni ha guidato gli interventi sul territorio.

Una carriera dietro la radio, l’eredità di una presenza discreta

Giuseppina Todaro, che in servizio aveva raggiunto il grado di ispettrice, non era un volto qualsiasi per chi ha lavorato al fianco degli agenti municipali. Era, piuttosto, un punto di riferimento sonoro: chi chiamava il 112 o la centrale operativa trovava quasi sempre lei, pronta a smistare richieste, a calmare gli animi o a mandare una volante sul posto. Con il pensionamento, quella presenza si era affievolita, ma i legami con gli ex colleghi non si erano mai spezzati del tutto. Ed è proprio la mancanza di quel consueto, seppur sporadico, scambio di messaggi a far scattare il campanello d’allarme. Della sua morte, avvenuta in solitudine tra le mura domestiche, non si conoscono ancora tutti i dettagli medici; la procura, come prassi in questi casi, potrebbe disporre un esame autoptico per fugare ogni dubbio sulla causa del decesso. Quello che resta, per ora, è il rammarico di un’intera comunità lavorativa – se si può usare questo termine – e la constatazione che a volte basta un mese di silenzio per perdere le tracce di chi, per anni, è stato la voce di tutti.

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