Sanchez difende l'amnistia per la sfida alla sovranità in Catalogna
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Redazione Esteri
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Il segretario generale del PSOE, presidente ad interim del Governo spagnolo e candidato all'investitura, Pedro Sanchez, ha difeso l'amnistia per gli accusati della sfida alla sovranità in Catalogna. Secondo Sanchez, il provvedimento è nell'interesse della Spagna e non rappresenta un "attentato" alla Costituzione.
La Calle de Ferraz, la strada di Madrid che ospita la sede del Partito socialista spagnolo, vive una quotidianità sospesa da quando il premier Pedro Sanchez ha raggiunto l’intesa con Junts per Catalunya di Carles Puigdemont. Da diversi giorni, ogni sera si riuniscono centinaia o migliaia di persone per manifestare contro l’accordo di governo e per denunciare soprattutto l’amnistia promessa da Sanchez ai secessionisti condannati per la dichiarazione unilaterale di indipendenza del 2017.
Oggi è stato il giorno dell’investitura, domani sarà quello del voto di fiducia al governo di Pedro Sanchez. Lo ha stabilito la presidente del Congresso dei deputati spagnolo, la socialista Francina Amengol. Il primo ministro spagnolo ha presentato il suo programma di governo per i prossimi quattro anni. Un' occasione per un faccia a faccia con il presidente del partito popolare Feijoo sull'amnistia per gli indipendentisti catalani




