Entrate tributarie, cresce il gettito da accertamento: 9,6% nei primi dieci mesi del 2025
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Redazione Economia
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Il flusso delle entrate tributarie, che costituisce la linfa vitale per le casse dello Stato, non conosce flessioni, anzi, segna un progressivo e costante consolidamento. Secondo i dati, meticolosamente raccolti e pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia e delle Finanze, nei primi dieci mesi del 2025 il gettito complessivo ha superato la considerevole soglia dei 471 miliardi di euro. Un risultato che, se paragonato allo stesso arco temporale del 2024, si traduce in un incremento di oltre 9,3 miliardi, testimoniando una dinamica fiscale robusta nonostante le incertezze del quadro macroeconomico internazionale, sul quale pesano le scelte del nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Il traino delle imposte indirette
A trainare questa crescita, come evidenziato nel dettaglio dal Bollettino delle Entrate Tributarie, sono state in particolare le imposte indirette, il cui gettito ha toccato i 205,4 miliardi con una crescita del 4,3%. Una spinta determinata, in buona parte, dall'andamento dei consumi e dalla persistenza di livelli inflazionistici che, se da un lato erodono il potere d'acquisto, dall'altro gonfiano il valore delle transazioni tassate. Alle imposte dirette, invece, si applicano dinamiche differenti, influenzate da misure come il taglio del cuneo fiscale, le quali, pur alleviando la pressione su lavoratori e imprese, inevitabilmente modellano l'ammontare finale versato all'erario.
L'attività di controllo e accertamento
Accanto al flusso ordinario, però, è l'attività straordinaria di controllo a segnare uno dei progressi più significativi. Il gettito derivante dagli accertamenti e dalle verifiche fiscali, infatti, ha raggiunto la cifra di 12,824 miliardi di euro tra gennaio e ottobre, con un balzo di 1,125 miliardi – pari a un notevole +9,6% – sull'anno precedente. Si tratta di numeri che, al di là del puro valore contabile, raccontano di un'amministrazione finanziaria sempre più potenziata da strumenti tecnologici sofisticati e da metodologie d'intervento raffinate.
Le nuove frontiere della lotta all'evasione
L'efficacia dell'azione di contrasto all'evasione, la quale si articola ormai attraverso un ventaglio di iniziative che vanno dalle tradizionali ispezioni all'impiego di algoritmi predittivi e all'invio di lettere bonarie, mostra dunque tutta la sua resa economica. L'ulteriore miliardo di euro incassato grazie a queste attività non è un fatto episodico, bensì il riflesso di una strategia sistematica, che punta a prevenire illeciti e a recuperare risorse in modo puntuale. Un approccio che, mentre contribuisce a garantire maggiore equità tra i contribuenti, alimenta parallelamente le entrate senza dover ricorrere a un inasprimento delle aliquote, in un circolo virtuoso che risulta fondamentale per la stabilità di bilancio.
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