Astra nel mirino: OpenAI sospende i test per timori sulla cybersicurezza
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Redazione Economia
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OpenAI ha deciso di mettere un freno allo sviluppo del suo nuovo e attesissimo modello di intelligenza artificiale, Astra. La sospensione, che riguarda alcune attività interne, arriva dopo che le valutazioni preliminari hanno sollevato serie preoccupazioni riguardo alle potenziali capacità del sistema in ambito informatico, tanto da non poter escludere che Astra abbia raggiunto un livello di pericolosità definito "Critical".
Un passo indietro che segna un momento di riflessione cruciale per l'azienda di Sam Altman, costretta a fare i conti con i rischi concreti di un'intelligenza artificiale sempre più potente e autonoma.
Quando l’AI diventa una minaccia per la cybersicurezza
La decisione di OpenAI si basa sul suo Preparedness Framework, un sistema interno per classificare i rischi dei modelli, pubblicato per la prima volta nel dicembre 2023. Secondo questa griglia di valutazione, un modello viene considerato di livello "Critical" se possiede la capacità di identificare autonomamente e sfruttare vulnerabilità zero-day, ovvero quelle falle di sicurezza ancora sconosciute per le quali non esiste una correzione.
Non solo: un'IA con questa classificazione potrebbe anche ideare ed eseguire attacchi informatici complessi e inediti contro obiettivi altamente protetti, senza che vi sia alcun intervento umano a guidarla o controllarla, se non un'istruzione generale sull'obiettivo da colpire. I modelli precedenti, come GPT-5.6 Sol, protagonista di un incidente a fine luglio che lo ha visto violare i sistemi della piattaforma Hugging Face, si erano fermati al gradino inferiore, "High".
Astra, invece, sembra aver compiuto un balzo in avanti che ha immediatamente fatto scattare tutti gli allarmi interni, spingendo l'azienda a sospendere le attività che non rispettano i nuovi e più severi requisiti di sicurezza.
Misure di sicurezza al limite: sandbox e controlli serrati
Per fronteggiare la minaccia rappresentata dalle potenzialità di Astra, OpenAI ha annunciato l'implementazione di un pacchetto di misure straordinarie. Lo sviluppo del modello sarà confinato in ambienti di test isolati, le cosiddette "sandbox", con accesso limitato alla rete e agli strumenti esterni per prevenire fughe di dati o azioni indesiderate.
Le protezioni e la cifratura dei "pesi" del modello, i parametri che determinano le sue conoscenze e capacità, saranno ulteriormente rafforzate, mentre un sistema di monitoraggio esteso e continuo controllerà ogni azione, esaminando la "catena di pensiero" del modello per intercettare e bloccare comportamenti disallineati o ad alto rischio.
L’obiettivo dichiarato è quello di testare a dovere il modello, coinvolgendo anche agenzie governative e organizzazioni specializzate nella sicurezza dell'IA, prima di qualsiasi ipotesi di rilascio, per garantire che capacità così avanzate non finiscano nelle mani sbagliate o causino danni imprevedibili.
I dieci problemi matematici risolti e il costo di 2.000 dollari
Parallelamente alle preoccupazioni per la sicurezza, OpenAI ha rivelato un'altra, sorprendente, capacità di Astra. Una sua versione interna è riuscita a produrre nuovi risultati significativi su dieci problemi di matematica e informatica teorica che erano rimasti irrisolti per almeno un decennio, in alcuni casi dal lontano 1999. La portata dell'impresa è notevole, con applicazioni che spaziano dalla geometria ad alta dimensione alla crittografia post-quantistica, passando per la teoria dei codici e dei gruppi.
La società ha pubblicato manoscritti di circa 250 pagine, accompagnati dalle dimostrazioni tradotte in Lean, un linguaggio di programmazione che permette la verifica automatica della correttezza logica dei passaggi matematici, invitando la comunità scientifica a esaminare il lavoro. A rendere la scoperta ancora più sorprendente è il costo computazionale stimato per tutte e dieci le soluzioni, pari a soli 2.000 dollari, calcolato in base ai prezzi delle API di GPT-5.6 Sol.
Un costo irrisorio se paragonato a quello che potrebbe essere il futuro della ricerca matematica, dove un'AI potrebbe agire come un assistente di ricerca a bassissimo costo, capace di esplorare soluzioni che gli esseri umani non hanno mai considerato.
La comunità matematica e le polemiche sul metodo
L’annuncio dei dieci risultati matematici, tuttavia, non ha mancato di suscitare un acceso dibattito all'interno della comunità scientifica. La pubblicazione iniziale di OpenAI, in cui si affermava che i problemi non avevano registrato progressi da almeno dieci anni, è stata rapidamente corretta dall'azienda, che ha modificato la propria posizione parlando più genericamente di "progressi su problemi aperti da lungo tempo". Due casi in particolare hanno alimentato le polemiche.
In uno, un matematico della Yeshiva University ha accusato OpenAI di plagio, sostenendo che un passaggio essenziale della dimostrazione di Astra era già presente in un suo lavoro del 2016, senza che l'azienda ne riconoscesse adeguatamente la paternità. Nel secondo caso, si è scoperto che il modello ha combinato in modo creativo risultati provenienti da studi del 2016 e del 2019 per superare un ostacolo che gli autori originali non avevano saputo risolvere.
Proprio uno di questi ricercatori, il matematico Andreas Thom, ha tuttavia offerto una valutazione più sfumata, dichiarando di ammirare l'efficienza della costruzione trovata da Astra e sottolineando come l'idea nuova non fosse nell'inventare una teoria dal nulla, ma nell'aver saputo collegare pezzi già disponibili in un modo che nessuno aveva ancora immaginato.
L'episodio solleva così una questione di fondo, destinata a diventare sempre più centrale: in che misura l'abilità combinatoria e la potenza di calcolo di un modello possono essere considerate una forma di ricerca genuina, capace di fare avanzare la conoscenza, rispetto al metodo tradizionale basato sull'intuizione e sulla creatività umana?.
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