Saipem, conti e commesse non bastano: il titolo crolla in borsa e il grafico weekly ora testa un supporto decisivo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta di Piazza Affari si tinge di rosso per il comparto oil & gas, con il titolo Saipem che subisce una flessione particolarmente marcata, in controtendenza rispetto a un indice FTSE MIB che mostra invece un andamento più composito; il ribasso del titolo della società di ingegneria petrolifera e dei servizi energetici, che arriva a toccare percentuali a doppia cifra nelle fasi più acute della contrattazione, si inserisce in un contesto di reazione negativa del mercato agli ultimi dati di bilancio e alle prospettive per l’esercizio in corso, nonostante gli annunci su un

Consistente carico di nuove commesse e le rassicurazioni arrivate dal management.

Il crollo in borsa e il confronto con il settore

La performance di Saipem, che si distacca nettamente da quella di altre major del settore come Eni, la quale tiene invece la posizione mostrando una sostanziale stabilità o lievi variazioni, riflette il giudizio severo degli investitori sui conti trimestrali appena diffusi; la società, che opera in un settore caratterizzato da elevata volatilità e da una costante esposizione alle dinamiche geopolitiche e ai prezzi delle materie prime, vede così sfumare in poche ore i guadagni accumulati nelle settimane precedenti, con il prezzo che si riporta verso livelli chiave già testati in passato.

La flessione odierna, che si accompagna a volumi di scambio decisamente superiori alla media degli ultimi trenta giorni, indica una presa di profitto generalizzata e un ripensamento da parte degli operatori, i quali avevano in parte già scontato un miglioramento dei fondamentali della società; tuttavia, i numeri diffusi hanno evidenziato alcune criticità sui margini operativi e sulla capacità di generare cassa nel breve periodo, elementi che hanno pesato più delle buone notizie provenienti dal fronte degli ordini.

L'analisi tecnica: un supporto decisivo per il weekly

Osservando il grafico settimanale, che offre una prospettiva di medio periodo meno influenzata dalle fluttuazioni giornaliere, emerge come il titolo si trovi ora a ridosso di un'area di supporto tecnicamente molto significativa, la quale potrebbe determinare le sorti del trend per i prossimi mesi; la panoramica settimanale, che copre un arco temporale che parte dall'autunno scorso, mostra come Saipem abbia toccato un minimo rilevante in area 2,18 euro, per poi innescare una poderosa fase rialzista caratterizzata da una sequenza ordinata di massimi e minimi via via crescenti.

Questo movimento ha spinto le quotazioni fino al massimo annuale toccato a giugno quota 4,486 euro, da cui è iniziata una fase correttiva che ha portato il prezzo a ritracciare una parte consistente dei guadagni precedenti; dopo un tentativo di recupero, respinto ancora una volta dalla resistenza posta in area 4,50 euro, il titolo è ora tornato a scendere, andando a testare quel livello di supporto che gli analisti tecnici indicano come un vero e proprio spartiacque per le sorti del titolo.

Le reazioni degli analisti e le raccomandazioni

Il quadro che emerge dal fronte degli analisti finanziari è piuttosto eterogeneo, con diverse case d'affari che hanno provveduto a rivedere le proprie valutazioni alla luce dei dati comunicati dalla società; Intesa Sanpaolo, che ha confermato la raccomandazione neutral su Saipem con un prezzo obiettivo fissato a 4,3 euro, ha sottolineato come l'Ebitda del trimestre sia risultato del 18% al di sotto delle stime elaborate internamente e addirittura del 20% inferiore al consensus degli analisti, evidenziando inoltre come la guidance sull'Ebitda adjusted per il 2026 sia stata oggetto di una

Riduzione che non ha certo giovato al sentiment degli investitori.

In controtendenza si è mossa invece Alphavalue, che ha scelto di confermare la raccomandazione add con un target price di 5,1 euro; gli esperti della banca d'affari, pur riconoscendo l'andamento deludente della redditività, penalizzata da costi logistici e di sicurezza superiori alle attese a causa delle tensioni internazionali e da oneri di ristrutturazione interamente contabilizzati nel trimestre, hanno messo in luce come l'acquisizione di ordini sia in forte ripresa, trainata in particolare dal segmento onshore in Medio Oriente e da due importanti progetti in acque profonde localizzati in

Angola e Guyana, con la precisazione che il conflitto in corso incide sì sui margini ma non sembra intaccare la capacità della società di generare flussi di cassa.

Le parole del management e il fronte delle commesse

L'amministratore delegato Alessandro Puliti ha voluto comunque gettare acqua sul fuoco delle preoccupazioni, sottolineando come Saipem abbia raggiunto in soli sei mesi il livello di ordini che nel 2025 era stato realizzato in nove mesi; nel dettaglio, considerando i 2,3 miliardi di euro di commesse già siglate nel solo mese di luglio, gli ordini cumulativi raggiungono ormai la cifra di 8 miliardi di euro, un risultato che supera quanto realizzato nei primi nove mesi dell'anno precedente e che lascia ben sperare per il proseguimento dell'esercizio.

Puliti ha inoltre dichiarato di potersi dire fiducioso sul fatto che nel 2026 la società riuscirà a superare il volume di ordini ottenuto nel 2025, anche alla luce delle diverse negoziazioni commerciali attualmente in corso con i clienti in America Latina, Africa, Medio Oriente ed Estremo Oriente; un messaggio che, se da un lato conferma la solidità del business e la capacità di attrarre nuovi contratti in un mercato competitivo, dall'altro non è stato sufficiente a invertire la rotta di un titolo che sconta ora le perplessità sui margini e sulla profittabilità nel breve termine, con gli

Investitori che restano in attesa di segnali più concreti sul fronte dei costi e della redditività operativa.

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