Saipem vola in borsa tra rilancio del target price e l’opportunità di Hormuz
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Redazione Economia
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Il mercato finanziario, abituato a valutare con scrupolo ogni segnale proveniente dai settori ad alta intensità tecnologica e di capitale, ha trovato nelle ultime settimane un nuovo catalizzatore di interesse in Saipem, la società di ingegneria e costruzione pesante quotata a Piazza Affari. Gli analisti di Berenberg, in una nota diffusa nella giornata di ieri, hanno rivisto al rialzo il prezzo obiettivo sul titolo portandolo a 5,35 euro, contro i precedenti 3,9 euro, confermando al contempo il giudizio “buy”. Una decisione, quest’ultima, che non nasce da un ottimismo di facciata, bensì dall’analisi di quella che viene definita una “traiettoria dei margini ancora impressionante”, alimentata da una gestione delle offerte particolarmente disciplinata e da un focus strategico senza tentennamenti sui mercati offshore, dove il tasso di utilizzo delle navi resta elevato.
I risultati relativi al primo trimestre del 2026 hanno fornito, a detta degli stessi esperti, la prova più tangibile di questa tendenza: l’espansione dei margini dei servizi ha superato le attese in misura significativa, consegnando agli investitori un quadro operativo che molti faticavano a prevedere solo pochi mesi fa. Non solo Berenberg, del resto, perché anche Equita Sim ha proceduto a un aumento del target price, seppur con cifre e orientamenti diversi. Il nuovo prezzo obiettivo fissato da Equita è di 3,70 euro per azione, con un incremento del 9% rispetto alla precedente valutazione, e una raccomandazione “hold” che tradisce un cauto realismo. Da una parte, spiegano gli analisti, i conti del primo trimestre e il feedback della conference call confermano una struttura operativa solida e una resilienza esecutile, nonostante le ormai croniche tensioni in Medio Oriente; dall’altra, permangono aree di attenzione non trascurabili: ricavi sostanzialmente invariati, un utile netto privo di crescite significative e una generazione di cassa operativa, al netto dei leasing, in decelerazione su base annua.
Una presenza in Medio Oriente che diventa strategica
Ciò che alimenta però la narrazione più affascinante intorno al titolo, e che spiega i differenziali di valutazione tra le diverse case d’affari, è la posizione assunta dall’amministratore delegato Alessandro Puliti in merito allo scenario mediorientale. In particolare, le sue dichiarazioni sulla chiusura dello Stretto di Hormuz – un tema caldo per chiunque operi nel settore energetico – hanno avuto l’effetto di un esplosivo a lenta combustione. Puliti ha infatti dichiarato di non vedere al momento un impatto diretto da una tale evenienza, definendo anzi la domanda e le opportunità provenienti proprio dall’area oggi colpita dal conflitto come “solida, viva e dinamica”. Il mercato ha letto in queste parole una scommessa di lungo periodo: la capacità di Saipem di proporsi come attore chiave in una fase di ricostruzione o, quantomeno, di riorganizzazione infrastrutturale in una regione che resta centrale per gli equilibri globali delle commodity.
Il quadro commodity più favorevole e la stagionalità degli ordini
Equita, nel giustificare il proprio aggiornamento al rialzo, ha richiamato esplicitamente anche il contesto più favorevole delle commodity energetiche, un elemento che fornisce maggiore visibilità sul miglioramento strutturale dei margini. Tuttavia, lo stesso team di analisti non ha mancato di evidenziare come la maggior parte della raccolta ordini sia attesa nella seconda parte dell’anno, principalmente per fattori legati alla stagionalità. Un dettaglio non secondario, questo, perché sposta l’attenzione sulla capacità dell’azienda di convertire il momentum attuale in nuove commesse effettive. Il titolo, intanto, continua a volare a Piazza Affari, sospinto da un ottimismo che non sembra temere le scadenze brevi, né le zone d’ombra segnalate dai report più prudenti. La domanda, per gli addetti ai lavori, non è più se Saipem abbia recuperato credibilità, ma quanto a lungo saprà mantenere questa disciplina nella gestione delle offerte senza cedere alla tentazione di inseguire ricavi a scapito della redditività.




