Zverev, ko e polemiche a Roma: “È il peggior campo su cui abbia mai giocato”
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Redazione Sport
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Le parole pronunciate da Alexander Zverev in zona mista, al termine di una battaglia persa in rimonta contro Luciano Darderi, sono destinate a lasciare il segno nell’ambiente del tennis mondiale. Il numero tre del ranking, uscito sconfitto dal cemento amico della BNP Paribas Arena con il punteggio di 1-6, 7-6(11), 6-0, ha infatti dirottato buona parte della propria frustrazione sulla qualità del terreno di gioco, una superficie che a suo dire avrebbe compromesso in maniera irreparabile la regolarità dell’incontro.
La denuncia del tedesco e il fantasma dei rimbalzi irregolari
Zverev, che proprio nel Foro Italico cercava riscatto dopo una serie di battute d’arresto, non ha usato mezzi termini per descrivere le condizioni in cui lui e l’azzurro si sono trovati a competere. “Era difficile giocare. Per essere onesto, penso che questo sia il peggior campo da tennis su cui abbia mai giocato in vita mia”, ha tuonato il tennista, sottolineando come nemmeno nei tornei minori o nelle categorie giovanili avesse mai riscontrato una tale imprecisione tecnica nella superficie. A sostegno della sua tesi, l’ex numero due del mondo ha portato due episodi chiave che ne hanno cambiato l’inerzia: un match point nel secondo set in cui la palla gli sarebbe “passata sopra la testa” a causa di un rimbalzo anomalo, e una palla break rovinata da una traiettoria impazzita. A completare il quadro, il tedesco ha aggiunto la variabile del forte vento, una condizione atmosferica che ha reso ulteriormente precaria la gestione degli scambi rendendo, a suo dire, l’impresa proibitiva.
La replica secca e ironica di Luciano Darderi
Le accuse del tedesco, inevitabilmente, hanno fatto il giro della sala stampa fino a raggiungere le orecchie del suo carnefice. Luciano Darderi, ancora incredulo per l’impresa che gli vale l’accesso ai quarti di finale, ha risposto con una tranquillità che sa quasi di presa in giro nei confronti delle rimostranze dell’avversario. “Il vento non lo possiamo controllare, giusto? Soffiava per entrambi, quindi non penso sia stato quello il problema”, ha dichiarato l’italo-argentino, lasciando intendere come le condizioni meteorologiche rappresentino una variabile democratica sul campo da tennis. Sulla questione più spinosa, quella relativa alla qualità della terra rossa capitolina, Darderi ha ammesso con onestà intellettuale che “il campo a momenti non era al 100%” e che “c’è stato qualche rimbalzo strano per me e per lui”. Tuttavia, e qui sta il nocciolo della controreplica, l’azzurro ha ribadito con fermezza un principio basilare dello sport: “È una cosa a cui uno si deve abituare. Io mi ci sono abituato meglio di lui”.
La statistica che pesa: la “maledizione” azzurra
A rendere ancora più amaro il rientro in Germania per Zverev non è solo la sconfitta in sé, ma il pattern che si sta delineando nelle sue recenti uscite stagionali. Con il successo di Darderi, si allunga una striscia negativa che il tennista fatica a scrollarsi di dosso: le sue ultime sei sconfitte nel circuito maggiore sono arrivate tutte, senza eccezione, contro giocatori italiani. Se a dominare la serie è ovviamente Jannik Sinner, capace di batterlo in quattro occasioni pesanti tra Indian Wells e Madrid, il tedesco ha dovuto cedere il passo anche a Flavio Cobolli (nella semifinale di Monaco) e ora, nel tempio romano, al ventenne Darderi. Il dato racconta più delle semplici coincidenze: evidenzia una penetrazione del movimento azzurro ai piani alti del tennis mondiale, capace di incidere con continuità anche laddove la contesa sembra già segnata.
L’impresa che vale i quarti e la risposta sul campo
Al netto delle polemiche, rimane il risultato scritto sul tabellone. Darderi, annullando quattro match point nel secondo set, ha operato una rimonta che sa di leggenda, imponendosi poi nel terzo parziale con un netto 6-0 che lascia poco spazio a interpretazioni. Per il numero 20 del mondo si tratta della prima vittoria contro un top 10 in carriera, un traguardo che lo proietta direttamente nei quarti di finale del Masters 1000 capitolino dove lo attende lo spagnolo Rafael Jodar. Se Zverev cerca alibi nella terra battuta, Darderi ha trovato la risposta più autorevole possibile: restare in partita, adattarsi e, alla fine, vincere.




