L'Italia giovane vince in Lussemburgo, ma Cherubini lascia Coverciano: l’analisi del test di Baldini
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Redazione Sport
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La Nazionale di calcio, reduce dall’amichevole disputata in casa del Lussemburgo, è tornata a lavorare regolarmente a Coverciano per preparare il prossimo impegno. Il commissario tecnico Silvio Baldini, che guida il gruppo in questa finestra di sosta, ha potuto disporre dell’intera rosa a disposizione fatta eccezione per un elemento di spicco, Luigi Cherubini. L’attaccante, dopo aver accusato un risentimento muscolare durante la gara di ieri – una partita che ha messo in luce luci e ombre del movimento giovanile – è stato giudicato indisponibile per la sfida contro la Grecia.
La sua uscita dal ritiro, concordata direttamente con il club di appartenenza, rappresenta l’unica nota negativa di una trasferta altrimenti positiva per i più giovani, i quali hanno dimostrato di non temere il salto di qualità.
Il sigillo di Pio Esposito e l’entusiasmo nello spogliatoio
A deciderla, lo ricordiamo, è stata la giocata di un giovanissimo ma già determinante Pio Esposito, attaccante di proprietà dell’Inter che ha trascinato i compagni con la cattiveria agonistica di un veterano. Il suo gol, arrivato in un momento cruciale del match, ha permesso all’Italia di ripartire proprio dal suo "Golden Boy" per archiviare la pratica Lussemburgo.
Baldini, a margine del match, ha voluto smorzare gli entusiasmi ma non ha nascosto la soddisfazione per l’approccio visto in campo: "Intendiamoci, non abbiamo mica battuto il Brasile", ha dichiarato il tecnico, paragonando però la gioia dei ragazzi a quella di "bambini felici come a Natale", nell’attesa di scartare i regali che il calcio può offrire loro. Un’immagine, questa, che restituisce la fotografia di un gruppo sereno ma consapevole del proprio valore.
Un dato storico che pesa sul futuro
Non si tratta, tuttavia, solo di un episodio isolato legato all’entusiasmo del momento. La vittoria per 1-0, sebbene ottenuta contro un avversario modesto, porta con sé un dato statistico che è difficile ignorare: l’undici schierato da Baldini rappresenta la Nazionale più giovane della storia del calcio italiano, con un’età media che si aggira intorno ai vent’anni e sei mesi. Una scelta, quella del ct ad interim, che è parsa chiara fin dalle prime convocazioni, ovvero testare il vivaio e dare spazio a chi, fino a ieri, aveva avuto poche chance in maglia azzurra.
Da Koleosho a Pisilli, passando per Chiarodia, nel piccolo stade de Lussemburgo abbiamo intravisto quelli che potrebbero essere i volti del futuro, lì dove il calcio italiano sembra aver bisogno di una scossa generazionale.
Dall’altra parte, il tecnico ha dovuto fare i conti con le inevitabili defezioni fisiche che accompagnano il grande calcio. Oltre a Cherubini, lo staff medico ha monitorato costantemente le condizioni di chi è reduce da sforzi intensi, ma la sensazione è che Baldini abbia trovato un gruppo coeso, pronto a seguirlo anche nella prossima trasferta.
Non ci sono effetti speciali in questa vittoria, né colpi di fortuna particolari: c’è invece la consapevolezza che cambiare passo sia possibile, e forse doveroso, per ridare smalto a una Nazionale che cerca nuovi punti di riferimento lontano dai riflettori dei grandi palcoscenici mondiali.




