Alexandra Garufi, la TikToker di 21 anni morta suicida: indagano i carabinieri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Monza ha aperto un fascicolo per «istigazione al suicidio» sulla morte di Alexandra Garufi, giovane TikToker di 21 anni trovata senza vita nella sua abitazione a Sesto San Giovanni (Milano) la sera di mercoledì 19 marzo. La magistratura e i carabinieri stanno indagando sulle circostanze che hanno portato al tragico gesto, concentrandosi in particolare sulle dinamiche legate ai social media, dove la giovane aveva denunciato episodi di cyberbullismo legati alla sua transizione di genere. L’arma utilizzata, un colpo di pistola, era di proprietà del padre, regolarmente detenuta.

Alexandra, conosciuta sui social come Davide Garufi, aveva iniziato il suo percorso di transizione da un paio di anni, scegliendo il nome Alexandra per il suo profilo TikTok, dove aveva accumulato migliaia di follower. La sua popolarità era cresciuta grazie a video ironici sulla vita quotidiana, ma negli ultimi tempi aveva dovuto affrontare una pioggia di insulti e commenti denigratori legati alla sua identità di genere. Questi episodi, secondo quanto emerso dalle prime indagini, potrebbero aver contribuito alla decisione estrema.

I carabinieri, che hanno già inviato un’informativa alla procura, stanno esaminando i profili social della giovane per ricostruire il contesto in cui si sono verificati gli attacchi online. Nonostante non siano emersi elementi particolarmente rilevanti su eventuali responsabilità dirette, le indagini proseguono per accertare se e in che misura il cyberbullismo abbia influito sulla scelta di Alexandra. Il caso ha riacceso il dibattito sulle conseguenze dell’odio online, soprattutto quando rivolto a persone in fragili percorsi di transizione.

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