Fagnani e Fremantle contro Corona: «Nessun pagamento a Bossetti per Belve»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Francesca Fagnani e Fremantle, la società di produzione che realizza Belve Crime per Rai Due, replicano senza mezzi termini alle accuse di Fabrizio Corona, il quale aveva sostenuto che Massimo Bossetti – condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio – avrebbe ricevuto un compenso «a quattro zeri» per partecipare al programma. «Non è assolutamente vero», chiarisce la giornalista, mentre Fremantle, in una nota ufficiale, ribadisce che «non è stato corrisposto alcun pagamento» e minaccia azioni legali per difendere «la verità e la reputazione dell’azienda e di Fagnani».
L’intervista a Bossetti, trasmessa nella prima puntata dello spin-off dedicato al true crime, aveva registrato un ottimo share (12,4%), suscitando però polemiche per la scelta di dare spazio a un detenuto condannato per un crimine particolarmente efferato. Corona, che spesso utilizza i social per lanciare accuse senza fornire prove, aveva parlato di un presunto trattamento privilegiato riservato all’ergastolano, equiparandolo a quello di una «star televisiva». Una ricostruzione che Fremantle definisce «infondata», sottolineando come l’intervista rientrasse in un’inchiesta giornalistica e non in un’operazione commerciale.
Intanto, Belve Crime salta la programmazione del 17 giugno per lasciare spazio alla Nazionale Under 21, impegnata negli Europei in Slovacchia. La trasmissione tornerà in onda il 24 giugno, con un episodio che – stando alle anticipazioni – affronterà un altro caso di cronaca nera. Quanto alle dichiarazioni di Corona, non è la prima volta che l’ex fotografo finisce al centro di contenziosi legali per affermazioni ritenute diffamatorie: in questo caso, però, la smentita è netta, e lascia poco spazio a interpretazioni.




