Sarandon in manette a New York, Netanyahu all'Onu attacca Mamdani: "Vergognati"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
A due isolati di distanza dal Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, mentre Benjamin Netanyahu si preparava a parlare davanti all'Assemblea Generale, la polizia di New York ha arrestato l'attrice premio Oscar Susan Sarandon insieme ad altre decine di manifestanti. La protesta, organizzata dal gruppo Jewish Voice for Peace, era iniziata nel primo pomeriggio di giovedì 24 settembre con un sit-in che ha bloccato l'incrocio tra la East 39th Street e la First Avenue, paralizzando il traffico in una delle zone più sorvegliate di Manhattan.
Il blocco stradale e le manette
Secondo quanto riferito da un portavoce della polizia newyorkese, gli agenti sono intervenuti dopo la segnalazione di una "manifestazione non programmata" durante la quale i partecipanti occupavano la carreggiata. Dopo ripetuti avvertimenti affinché lasciassero libera la strada, e di fronte al rifiuto di una parte dei presenti, le forze dell'ordine hanno proceduto all'identificazione e al fermo di coloro che non si erano dispersi.
Le immagini diffusesi rapidamente mostrano Sarandon, 79 anni, condotta via in manette mentre indossava una maglietta bianca con la scritta "Fund People Not Bombs". Insieme a lei sono state portate via l'attrice Hannah Einbinder, nota per la serie televisiva Hacks, la candidata democratica al Congresso Darializa Avila Chevalier e il consigliere comunale di New York Chi Ossé.
Il numero esatto dei fermati non è stato reso noto dalla polizia, ma l'organizzazione promotrice ha parlato di oltre cento persone arrestate durante quella che ha definito una "seduta di disobbedienza civile di massa". I manifestanti, che secondo diverse stime hanno raggiunto le diverse centinaia di unità, brandivano cartelli con slogan quali "Stop Arming Israel" e "End the Genocide", intonando cori ostili al premier israeliano e chiedendo la fine del conflitto nella Striscia di Gaza.
La risposta di Netanyahu e lo scontro con il sindaco
Poche ore dopo gli arresti, dal podio dell'Assemblea Generale, Netanyahu ha pronunciato un discorso dai toni particolarmente accesi, prendendo di mira in modo diretto il sindaco di New York Zohran Mamdani, che nelle settimane precedenti aveva pubblicamente sollecitato l'esecuzione del mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale nei confronti del premier israeliano.
"A tutti coloro che diffondono queste menzogne sul mio Paese o sui miei coraggiosi soldati, sia che si trovino in questa sala sia che si trovino nell'ufficio del sindaco antisemita di New York, dico questo: vergognatevi. Vergognatevi per aver distorto i fatti", ha dichiarato Netanyahu.
Mamdani, dal canto suo, non ha lasciato cadere l'attacco. In una dichiarazione diffusa poco dopo, il sindaco ha replicato sostenendo che Netanyahu avrebbe "ripetuto bugie prive di fondamento" e ha ribadito che il mandato della Corte Penale Internazionale resta in vigore, indipendentemente dalle parole pronunciate all'Onu.
La querelle tra i due era iniziata mesi prima, quando Mamdani aveva definito Netanyahu "criminale di guerra" e aveva chiesto al governo federale degli Stati Uniti di dare seguito all'ordine di cattura internazionale, pur riconoscendo che l'amministrazione cittadina non dispone di un'autorità giuridica autonoma per procedere in tal senso.
Un'attivista di lungo corso
Per Susan Sarandon non si tratta di un episodio isolato. L'attrice, insignita dell'Oscar nel 1996 per Dead Man Walking, ha alle spalle decenni di partecipazione a iniziative di disobbedienza civile, che le sono valse arresti in contesti diversi: nel 1999 a New York durante le proteste per l'uccisione di Amadou Diallo, nel 2018 a Washington in un sit-in contro la politica migratoria dell'amministrazione Trump, e nel 2023 ad Albany durante una manifestazione per il salario minimo dei lavoratori della ristorazione.
Le sue posizioni critiche verso la politica israeliana le sono costate, stando a quanto lei stessa ha raccontato, la rottura di rapporti professionali con alcuni agenti e la perdita di ingaggi nel circuito hollywoodiano.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
