La Cina punta sull'autosufficienza: il nuovo Piano quinquennale è tecnologia e sicurezza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Tra il 20 e il 23 ottobre 2025, si è riunito a Pechino il Quarto Plenum del XX Comitato Centrale, un’assise che ha approvato le linee fondamentali del XV Piano Quinquennale, il documento che traccerà il cammino della nazione dal 2026 al 2030. Questo percorso, che verrà ufficialmente varato nel marzo del 2026, segna un’evoluzione significativa nelle strategie di sviluppo del Paese, spostando l’asse delle priorità dall’espansione quantitativa, per decenni perseguita con determinazione, verso un concetto più articolato di sviluppo di alta qualità. L’enfasi, come è emerso dalle deliberazioni, si concentra in maniera preminente sull’autosufficienza tecnologica e sulla sicurezza economica, due pilastri considerati ormai inscindibili per la resilienza nazionale in uno scenario globale sempre più complesso.

Una transizione storica per l'economia cinese

Analisti e osservatori internazionali concordano nel definire questo passaggio come una svolta storica, poiché per la prima volta la crescita del prodotto interno lordo, che per anni è stata il parametro assoluto del successo, cede il passo a obiettivi di natura qualitativa. La ricerca ossessiva della percentuale, che in passato ha portato a distorsioni e a manipolazioni statistiche pur di raggiungere traguardi prefissati, viene sostituita da una pianificazione più matura. La nuova direzione, infatti, privilegia la stabilità e l’indipendenza strategica, riconoscendo che la vera potenza non risiede soltanto nella dimensione dell’economia ma nella sua capacità di resistere a shock esterni e di competere nei settori più avanzati.

I nuovi pilastri: consumi interni e innovazione

Il modello economico che prende forma, pertanto, appare più orientato verso la valorizzazione del mercato interno e dei consumi delle famiglie, con una crescita attesa che si assesterà intorno a un più moderato, seppur robusto, 4-5 per cento. Questo riallineamento, come sottolineato da esperti del calibro di Anthony Willis di Columbia Threadneedle Investments, implica una maggiore attenzione ai redditi e al rafforzamento della classe media, che dovrebbe diventare il motore primario della domanda. La transizione, sebbene graduale, rappresenta un cambiamento epocale per un’economia che ha fondato la sua ascesa sulle esportazioni e sugli investimenti in infrastrutture, e che ora deve bilanciare queste componenti con una spinta proveniente dall’interno.

Il contesto politico e la sicurezza nazionale

Sul versante politico, il Plenum non è stato un evento isolato, ma è stato preceduto da una nuova serie di epurazioni ai vertici dell’establishment militare, un segnale che molti interpretano come il persistere di una campagna di consolidamento del potere. Questi movimenti, che rientrano in una logica di costante ridefinizione degli equilibri interni, sottolineano come la sicurezza nazionale, nelle sue accezioni più ampie, sia il principio cardine che unifica le scelte in campo economico e quelle in ambito politico-istituzionale. La volontà di controllare saldamente ogni leva decisionale si accompagna alla strategia di rendere il Paese meno vulnerabile a pressioni o a interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali, specialmente in settori critici come i semiconduttori e l’intelligenza artificiale.

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