Alzano, donna trovata morta sul greto del fiume: autopsia non chiarisce le cause
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Redazione Interno
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Il corpo senza vita rinvenuto domenica mattina sul greto del fiume Serio, ad Alzano Lombardo, appartiene a una donna marocchina di 44 anni, nata nel 1981, la cui vita – come riferiscono fonti investigative – è stata segnata da «un percorso difficile». Il ritrovamento, avvenuto intorno alle 10 sotto il cavalcavia della Statale 671, ha immediatamente attirato l’attenzione degli inquirenti, che hanno aperto un fascicolo per omicidio volontario.
L’autopsia, inizialmente prevista per mercoledì e poi anticipata a lunedì pomeriggio all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, non ha però fornito risposte decisive. Le circostanze del decesso restano oscure, e gli esami non hanno permesso di escludere né confermare con certezza l’ipotesi di un delitto. La vittima, trovata seminuda tra i sassi, non presentava segni evidenti di violenza tali da far propendere per una conclusione univoca.
Quel che è emerso finora dipinge un quadro complesso. La donna, la cui identità non è stata ancora resa pubblica, aveva vissuto situazioni di marginalità, ma non è chiaro se queste abbiano avuto un ruolo nella sua morte. Gli investigatori, che stanno vagliando ogni possibilità, non escludono alcuna pista, compresa quella di una morte accidentale o legata a condizioni di salute precarie.
Il luogo del ritrovamento, isolato e poco frequentato, solleva ulteriori interrogativi. Un passante ha notato il corpo nei pressi di uno dei piloni del cavalcavia, ma non ci sono testimoni che possano ricostruire gli ultimi momenti della vittima. Le indagini, coordinate dalla Procura di Bergamo, proseguono ora tra verifiche sull’identità della donna, accertamenti tossicologici e l’analisi del contesto in cui è avvenuto il ritrovamento.




