Coppia padovana bloccata in Argentina, indagini sul presunto traffico di esseri umani
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Redazione Interno
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Due uomini padovani, un oncologo e il suo compagno, si trovano attualmente bloccati a Buenos Aires con la loro neonata, nata da maternità surrogata. La coppia, che ha tentato di lasciare l'Argentina per ben tre volte, è stata fermata all'aeroporto di Ezeiza nella notte tra il 25 e il 26 ottobre. La vicenda ha sollevato numerosi interrogativi e ha portato alla luce un'inchiesta della polizia argentina su un presunto racket di traffico di esseri umani e appropriazione di minore, in cui sarebbero coinvolte alcune agenzie che si occupano di gestazione per altri.
La bambina, nata da una donna pagata per portare avanti la gravidanza, è stata affidata alla coppia italiana, che nel frattempo ha affittato un appartamento a Buenos Aires. Nonostante le difficoltà incontrate, i due uomini, entrambi professionisti nel campo sanitario, hanno dichiarato di voler tornare in Italia con la loro figlia. L'avvocato che li rappresenta, Arnaldo Germán Pereira Dos Santos, ha confermato che i suoi assistiti si sono impegnati a non portare la bimba fuori dal Paese.
La polizia argentina, che sta conducendo l'inchiesta, ha già ascoltato le testimonianze della coppia e prevede di interrogarli nuovamente nei prossimi giorni. Sebbene i due uomini non risultino indagati, le loro dichiarazioni potrebbero fornire un contributo fondamentale all'indagine sul presunto racket della maternità surrogata in Argentina. La vicenda ha suscitato grande attenzione mediatica, soprattutto in Italia, dove la nuova legge sul reato universale, che prevede sanzioni per chi ricorre alla maternità surrogata all'estero, è ancora in fase di approvazione.
Il caso dei due padovani, che hanno cercato di lasciare l'Argentina per ben tre volte, ha sollevato dubbi e preoccupazioni riguardo alla sicurezza e alla legalità delle pratiche di gestazione per altri. La coppia, che ha affittato un appartamento a Buenos Aires, è stata fermata all'aeroporto di Ezeiza nella notte tra il 25 e il 26 ottobre, mentre tentava di imbarcarsi su un volo per Parigi




