Papa Leone, riforme più veloci e la vita più lenta: quali saranno i cambiamenti (forse) necessari dopo l'intervento

Papa Leone, riforme più veloci e la vita più lenta: quali saranno i cambiamenti (forse) necessari dopo l'intervento
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Papa che ha temporeggiato sulle riforme, che ha proceduto con aggiustamenti superficiali e senza attuare un vero e proprio spoils system, ora si trova di fronte a una malattia grave, sebbene le possibilità di guarigione sembrino alte. Ma si è di fronte, comunque, a un quinquennio di Tac semestrali, controlli continui, e una sorta di "spada di Damocle" sulla testa del pontificato. Le soluzioni possono essere due: o il Papa accelererà il lavoro, oppure il Papa rallenterà e manterrà un ritmo regolare, seguendo sempre i consigli dei medici.

Il ritmo del Pontefice e i dossier sul tavolo

Prosegue a grandi passi la ripresa di Papa Leone XIV. Anche giovedì 15 ottobre 2026 si è alzato, ha fatto una seduta di fisioterapia respiratoria con attività motorie complete, ha concelebrato la messa, ma soprattutto ha ripreso anche l'attività lavorativa. Per questo ha incontrato il Sostituto alla Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli. Il Pontefice ha cominciato dunque a sbrigare qualche dossier per non avere troppo lavoro arretrato quando rientrerà al Palazzo apostolico, presumibilmente, come previsto, all'inizio della prossima settimana.

La voce del cardinale Bassetti

«La malattia ai polmoni ti tocca nel profondo. Perché il respiro è il soffio della vita. E io l'ho sperimentata». Il cardinale Gualtiero Bassetti si sente come chiamato in causa da ciò che sta attraversando Leone XIV. «Così il Papa da un letto di ospedale ci insegna ad accogliere la nostra fragilità»: il porporato ricorda il Covid che lo portò in terapia intensiva, «Ho avuto paura, ma ho sentito l'abbraccio di Dio». E loda la trasparenza del Pontefice sulla sua malattia: una svolta, ha avuto il coraggio di parlare con chiarezza come un padre ai figli che ama.

Le riforme già avviate e la macchina della Curia

Prima del ricovero, Leone XIV aveva impresso una direzione precisa al governo della diocesi di Roma. Con il motu proprio Confirma Fratres Tuos, firmato il 24 giugno 2026, il Pontefice ha aggiornato la Costituzione Apostolica In Ecclesiarum Communione, intervenendo sulla struttura del Vicariato di Roma tre anni dopo la riforma voluta da Francesco.

La revisione, frutto del lavoro di un gruppo di studio istituito il 25 febbraio dello stesso anno, conferma il Cardinale Vicario come capo del Vicariato e giudice ordinario della diocesi, ma affida la coordinazione amministrativa degli uffici alla nuova figura del Moderator Curiae, nominato dal Papa per un mandato di cinque anni. Il 7 luglio 2026 la nomina di don Pier Luigi Stolfi, parroco di San Lino in Urbe, ha dato un volto concreto a questo ruolo di raccordo tra gli uffici e il Cardinale Vicario.

Il quadro clinico e il percorso riabilitativo

Il ricovero al Policlinico Gemelli è iniziato il 13 ottobre 2026. L'intervento, durato circa novanta minuti e condotto con tecnica videoassistita dall'équipe di chirurgia toracica guidata dal professor Stefano Margaritora, ha comportato l'asportazione del lobo inferiore del polmone destro. L'esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di adenocarcinoma polmonare.

I controlli di routine eseguiti nei giorni successivi, come riferito dal dottor Luigi Carbone e dallo stesso professor Margaritora, sono risultati nella norma, e la radiografia del torace ha mostrato una buona recuperazione del polmone operato. Il decorso postoperatorio prosegue regolarmente, con una degenza prevista di circa una settimana e la cancellazione delle udienze fino al 20 ottobre.

Le parole del cardinale Parolin e lo sguardo al futuro

«Se sarà necessario, Papa Leone rimodulerà il suo pontificato». L'allarme lanciato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin a margine di un convegno alla Pontificia Università Gregoriana, poche ore prima del ricovero, fotografa la situazione con realismo. Parolin ha raccontato di aver incontrato Leone XIV la sera precedente e di non averlo visto preoccupato: «Ieri sera abbiamo parlato con molta serenità; davvero è un grande esempio in questo senso».

Il porporato ha ammesso di essere rimasto colpito dalla notizia: «Non mi aspettavo certamente una cosa del genere», ma ha aggiunto che, grazie al fatto che il problema è stato individuato subito, «normalmente queste cose quando sono prese in tempo si riescono a risolvere».

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