Lo stemma di Leone XIV: giglio, cuore ardente e un libro a sostegno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tra i simboli che compongono lo stemma di Leone XIV – "uno scudo timbrato da una mitra d’argento, ornata di tre fasce d’oro" – spiccano un giglio d’argento e un cuore fiammante trafitto da una freccia, posato su un libro. La descrizione ufficiale, resa nota dalla Sala Stampa della Santa Sede, è stata redatta da don Antonio Pompili, vicepresidente dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano, e offre una chiave di lettura del blasone del 267.mo Pontefice. Il giglio, emblema di purezza, e il cuore trafitto, che richiama la devozione, poggiano su un volume, forse allusione alle Scritture o al sapere teologico.

Intanto, il cardinale Pietro Parolin, riconfermato Segretario di Stato, ha parlato del nuovo Papa durante un convegno alla Pontificia Università Gregoriana. «È un uomo di pace», ha detto, sottolineando come Leone XIV abbia già mostrato una volontà di dialogo. Quanto a un eventuale viaggio papale a Kiev, Parolin ha usato toni cauti: «Penso sia prematuro». Interrogato poi sulla sua mancata elezione al soglio pontificio – ipotesi data per probabile da molti – ha risposto con una battuta: «Scampato pericolo? Lascio fare al Signore».

Sul fronte missionario, le riviste legate alla Fesmi hanno avviato una riflessione sull’"ad gentes" in relazione all’elezione di un Papa con un passato da missionario. «Ci ricorda l’urgenza della missione», si legge in un contributo, «proprio quando rischiavamo di considerarla un retaggio del passato». Un’esperienza inedita per la Chiesa, quella di un Pontefice che ha vissuto in prima persona l’evangelizzazione in terre lontane.

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