Tragedia di Anguillara, il legale del figlio: "Nessuna intervista, è tempo di silenzio"
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Redazione Interno
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Davide Carlomagno, attraversando una lacerazione familiare di rara gravità, ha scelto il riserbo assoluto. Attraverso il suo avvocato, Gaetano Scalise, ha comunicato in modo netto e definitivo di non voler rilasciare dichiarazioni sui fatti, né ora né in futuro, chiedendo che venga rispettata la sfera privata di chi è rimasto. Una richiesta di silenzio che risuona, contrastante, nel frastuono mediatico sollevato dalla doppia tragedia che ha colpito Anguillara Sabazia, dove alla scomparsa e all'omicidio di una donna si è sommato il suicidio dei suoi suoceri. Claudio Carlomagno, fratello di Davide, ha infatti confessato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo, di 41 anni, la sera dell'8 gennaio, per poi farne sparire il Corpo, ritrovato solo dieci giorni dopo; un gesto al quale sono seguiti, in una concatenazione di eventi straziante, i funerali dei genitori di lui, Pasquale e Maria, ritrovati senza vita nelle loro case.
Le risultanze autoptiche sui genitori
Proprio sulla morte dei due coniugi, martedì scorso sono state effettuate le autopsie presso l'Istituto di Medicina Legale del Verano, alla Sapienza Università di Roma, dalla dottoressa Benedetta Baldari. Gli esami, i cui risultati sono da considerarsi parziali in attesa degli approfondimenti tossicologici, hanno accertato che Pasquale Carlomagno e Maria Messenio sono deceduti per asfissia da impiccagione. Un'estrema e luttuosa decisione che ha posto fine alle loro esistenze, mentre il figlio Claudio, unico indagato per l'omicidio della moglie e per l'occultamento del cadavere, rimane in carcere.
Le voci dal dolore dei parenti
Mentre il figlio superstite impone a se stesso e agli altri il silenzio, altre voci si sono levate dalla cerchia familiare, tentando di districare i fili di un dolore collettivo. Una cugina di Claudio Carlomagno, parlando della scomparsa dei due anziani, ha espresso con chiarezza un sentimento che sembra voler assolvere i genitori da ogni ombra di responsabilità per gli atti del figlio: "Non è colpa loro se il figlio è diventato così". Un'affermazione che, al di là delle intenzioni di conforto, delinea il profilo di una sofferenza che cerca, faticosamente, di separare i piani e di attribuire colpe e assoluzioni in un panorama emotivo devastato, dove la ricerca di un senso si scontra con l'irrimediabilità dei fatti.
Il contesto di una doppia sciagura
La vicenda, che continua a essere seguita dagli investigatori, si dipana dunque su due assi temporali e tragici distinti ma intrecciati indissolubilmente. Da un lato, l'omicidio di Federica Torzullo, donna di 41 anni residente ad Anguillara Sabazia, del quale il marito si è dichiarato autore; dall'altro, il successivo ritrovamento dei corpi dei suoceri, avvenuto il 25 gennaio, che ha trasformato un dramma familiare in una sciagura ancora più ampia e incomprensibile. Le indagini, mentre proseguono sui dettagli di entrambi gli eventi, devono ora fare i conti con questo vuoto, con queste assenze multiple che rendono ogni ricostruzione non solo giudiziaria, ma soprattutto umana, di una complessità straziante.




