Allarme terrorismo alla RAF Fairford, settimo arresto a Londra
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La polizia antiterrorismo britannica ha arrestato a Londra un cittadino britannico di 22 anni, sospettato di preparare atti terroristici nell'ambito dell'inchiesta su un possibile attentato contro la base aerea RAF Fairford, nel sud dell'Inghilterra. Il fermo, avvenuto martedì 6 ottobre nel quartiere di Westminster, è il settimo collegato all'allarme scattato il 27 settembre nei pressi dell'installazione militare utilizzata dagli Stati Uniti. Gli investigatori stanno esaminando anche la possibile responsabilità dell'Iran, mentre Washington ha disposto il ritiro dei propri bombardieri dalla struttura.
Le indagini antiterrorismo e i veicoli sospetti vicino alla base
Il giovane è stato fermato in applicazione della sezione 5 del Terrorism Act del 2006, la normativa britannica che punisce la preparazione di atti terroristici. Counter Terrorism Policing ha comunicato di aver effettuato anche una perquisizione in un immobile nella stessa zona della capitale. L'arresto non equivale a una condanna e le autorità non hanno reso pubblici elementi sufficienti a stabilire quale ruolo concreto avrebbe avuto il sospettato nel presunto piano. La coordinatrice nazionale dell'antiterrorismo, Vicki Evans, ha spiegato che gli specialisti stanno seguendo diverse piste investigative per accertare le circostanze degli episodi avvenuti nel Gloucestershire e individuare le motivazioni delle persone coinvolte.
L'inchiesta era cominciata nelle prime ore di una domenica, quando alle 00.45 la polizia aveva ricevuto una segnalazione relativa a tre veicoli diretti verso l'aeroporto militare. Alle 01.36 una donna residente nella zona aveva tentato di contattare la polizia militare dopo aver notato alcuni furgoni e un gruppo di persone. Non riuscendo a ottenere risposta, aveva chiamato il numero britannico per le emergenze circa dieci minuti più tardi. Le segnalazioni avevano portato all'intervento delle forze dell'ordine nell'area di Whelford, nelle vicinanze del perimetro dell'installazione.
Durante l'operazione iniziale erano stati fermati cinque cittadini britannici poco più che ventenni, sospettati di violazioni della legislazione sugli esplosivi e di preparazione di un'azione terroristica. Le verifiche sui mezzi avevano consentito di individuare materiale infiammabile, identificato come benzina, ma non ordigni esplosivi. Gli accertamenti avevano comportato l'impiego di personale specializzato e risorse militari, oltre all'istituzione di cordoni di sicurezza. A Whelford erano state evacuate 85 abitazioni per consentire agli artificieri di esaminare i veicoli in condizioni di sicurezza.
Un ulteriore fermo era arrivato il primo ottobre, quando gli agenti avevano arrestato nella capitale un uomo di 25 anni con doppia cittadinanza britannica e iraniana. Anche nei suoi confronti era stata contestata l'ipotesi di preparazione di atti terroristici, accompagnata da perquisizioni in due proprietà. I sei sospettati fermati nelle prime operazioni erano stati successivamente rilasciati su cauzione, con le indagini ancora in corso. La presenza di un cittadino con doppia nazionalità non costituisce, da sola, una prova del coinvolgimento delle autorità di Teheran.
Gli Stati Uniti ritirano dodici bombardieri B-1: il timore di un attacco con droni
La decisione militare più significativa è arrivata da Washington, che nel fine settimana ha ritirato improvvisamente tutti e dodici i bombardieri strategici B-1 dell'Aeronautica americana schierati a Fairford. Il trasferimento è stato disposto dopo che i comandanti statunitensi avevano ricevuto nuove informazioni di intelligence su una possibile operazione ostile contro gli aerei. Al centro delle preoccupazioni figurava un attacco con droni, potenzialmente condotto con più velivoli senza pilota e attribuito, nelle valutazioni degli apparati di sicurezza americani, alle Guardie rivoluzionarie iraniane.
La struttura della Royal Air Force riveste un'importanza particolare per le operazioni degli Stati Uniti in Europa. Pur trovandosi sul territorio britannico, ospita regolarmente reparti e velivoli americani ed è stata impiegata anche durante il conflitto con l'Iran. Il suo utilizzo per missioni militari ha provocato tensioni tra Londra e Washington, soprattutto per le restrizioni britanniche all'impiego delle proprie installazioni in operazioni offensive. Il trasferimento degli aerei ha interessato una componente strategica dell'aviazione statunitense, composta da bombardieri a lungo raggio capaci di trasportare un consistente carico bellico.
Il presidente americano Donald Trump ha confermato che lo spostamento dei velivoli è stato motivato da minacce alla sicurezza. Parlando con i giornalisti, ha sostenuto che i responsabili sarebbero collegati all'Iran, senza fornire pubblicamente elementi che dimostrassero tale attribuzione. Anche il governo britannico ha segnalato forti indicazioni di un possibile coinvolgimento iraniano, mentre Teheran ha respinto le accuse. Le valutazioni dei servizi di intelligence e le dichiarazioni politiche non hanno finora prodotto una ricostruzione pubblica definitiva del presunto progetto terroristico.
La pista iraniana e i dubbi sul presunto piano di attacco
Tra gli aspetti esaminati dagli investigatori figura la possibilità che l'episodio dei furgoni fosse collegato a un'operazione più articolata contro i bombardieri americani. L'ipotesi di un attacco coordinato mediante piccoli droni ha assunto particolare importanza per la vulnerabilità degli aerei parcheggiati al suolo, anche all'interno di installazioni militari protette. Tuttavia, durante i primi controlli non erano stati trovati né droni né esplosivi. La mancanza di questi elementi non consente di considerare accertata l'esistenza di un commando già pronto a colpire o di un ordine operativo proveniente direttamente dalle autorità iraniane.
Le preoccupazioni per la protezione degli aeroporti militari si inseriscono in un problema più ampio affrontato dalle forze armate occidentali. Velivoli senza pilota relativamente economici possono rappresentare una minaccia per infrastrutture e mezzi di grande valore, soprattutto quando vengono impiegati contemporaneamente e a breve distanza dagli obiettivi. Nel Regno Unito, nel corso del 2025, erano stati segnalati oltre 250 avvistamenti di droni nei pressi di siti militari. Le autorità britanniche stanno lavorando al rafforzamento delle difese, anche attraverso modifiche normative e uno stanziamento di 470 milioni di sterline destinato alla sicurezza delle basi.
Un precedente particolarmente significativo è rappresentato dall'operazione ucraina denominata Spiderweb, condotta nel 2025 contro bombardieri russi mediante droni lanciati in prossimità degli obiettivi. L'episodio ha mostrato come grandi velivoli militari possano essere esposti ad attacchi condotti con sistemi molto più piccoli e difficili da individuare tempestivamente. Nel caso inglese, gli investigatori stanno verificando anche eventuali collegamenti con soggetti esterni al territorio nazionale. La polizia antiterrorismo ha invitato chiunque possieda elementi utili a trasmetterli attraverso il servizio governativo ACT oppure a contattare la linea telefonica dedicata al numero 0800 789 321.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
