Caso RAF Fairford, ritirati i B-1 Usa dopo l’allarme droni iraniani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il caso RAF Fairford ha portato gli Stati Uniti a ritirare i bombardieri strategici B-1 dalla base britannica dopo un allarme legato a una possibile minaccia con droni di origine iraniana. La vicenda è nata dopo l’arresto di cinque uomini vicino all’installazione militare inglese, dove erano stati individuati tre furgoni sospetti. Le verifiche delle autorità hanno aperto diversi interrogativi sulla natura del pericolo e sul possibile collegamento con un’azione coordinata contro la struttura utilizzata dall’aviazione americana.

Gli arresti vicino alla base e l’indagine antiterrorismo

L’allarme è scattato nella notte del 27 settembre, quando la polizia ha ricevuto una segnalazione su tre veicoli diretti verso l’area di RAF Fairford. Una residente della zona ha successivamente contattato le autorità dopo aver visto i furgoni e un gruppo di persone nei pressi della base. Gli interventi delle forze di sicurezza hanno portato al fermo di cinque uomini sospettati di reati legati al terrorismo e alla possibile preparazione di un attacco.

Nei veicoli sono stati trovati contenitori con benzina, ma gli accertamenti non hanno portato al ritrovamento di esplosivi. I cinque sospettati, tutti britannici, sono stati successivamente rilasciati su cauzione mentre gli investigatori hanno continuato a valutare diverse ipotesi, compresa quella di un possibile coinvolgimento di soggetti legati a uno Stato straniero. L’indagine ha mantenuto aperti più filoni, senza una ricostruzione definitiva delle responsabilità.

Il ritiro dei bombardieri americani e la pista iraniana

Dopo l’incidente, gli Stati Uniti hanno deciso di spostare dalla base tutti i bombardieri B-1 presenti a RAF Fairford. La scelta ha riguardato dodici velivoli strategici e, secondo le ricostruzioni diffuse, sarebbe stata determinata da informazioni su una possibile operazione con droni contro la struttura militare e il personale americano.

Donald Trump ha confermato che lo spostamento degli aerei è stato deciso a causa di minacce considerate concrete, spiegando che lasciare i velivoli nella base avrebbe comportato un rischio evitabile. Il presidente americano ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno preferito trasferire i bombardieri invece di esporli a una possibile azione ostile.

Il collegamento con l’Iran è diventato uno degli elementi centrali dell’inchiesta, anche se le autorità hanno mantenuto valutazioni differenti sul rapporto diretto tra gli arresti e la minaccia ai velivoli. Teheran ha respinto ogni accusa di coinvolgimento, mentre gli investigatori britannici hanno esaminato l’ipotesi che eventuali soggetti possano aver agito come intermediari o sostenitori di interessi stranieri.

Perché RAF Fairford è un obiettivo strategico

La base nel Gloucestershire rappresenta da decenni un punto importante per le operazioni dell’aviazione americana in Europa. La presenza dei B-1 aveva un valore operativo perché consentiva agli Stati Uniti di mantenere una capacità di intervento a lunga distanza con tempi più rapidi rispetto all’impiego esclusivo delle basi sul territorio americano.

L’episodio ha riportato l’attenzione sulla vulnerabilità delle installazioni militari occidentali rispetto a nuove forme di minaccia, in particolare l’utilizzo di droni a basso costo contro infrastrutture considerate strategiche. Le autorità britanniche hanno rafforzato le misure di sicurezza nell’area e hanno proseguito gli accertamenti sul materiale sequestrato durante l’operazione.

Un ulteriore elemento dell’indagine riguarda l’arresto successivo di un sesto sospettato, un cittadino britannico-iraniano fermato a Londra nell’ambito degli accertamenti su un possibile piano terroristico. Anche questa persona è stata poi rilasciata su cauzione mentre le verifiche delle autorità britanniche sono rimaste in corso.

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