Sei assunzioni Ue, il maxi-concorso da 1.490 posti per funzionari con stipendio da seimila euro: domande entro il 10 marzo 2026
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Redazione Interno
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L’Unione europea ha riaperto i termini per una delle selezioni pubbliche più attese degli ultimi anni, quella per amministratori di grado AD5, e lo ha fatto mettendo in palio quasi millecinquecento posti, per la precisione 1.490, destinati a chi sogna una carriera stabile e ben remunerata nelle istituzioni comunitarie. Dopo un silenzio durato sette anni, l’Ufficio europeo di selezione del personale, meglio noto come EPSO, ha infatti pubblicato il bando di un concorso generalista, il principale varco d’ingresso per chi, giovane laureato o professionista con alle spalle fino a quindici anni di esperienza, intenda entrare nei ranghi della macchina amministrativa di Bruxelles o di Lussemburgo. La scadenza per la presentazione delle domande, che avviene esclusivamente online attraverso il portale dedicato dell’EPSO previa creazione di un account EU Login, è fissata in modo tassativo al 10 marzo 2026, entro le ore 12.00, ora di Bruxelles, e prevede l’obbligo di caricare fin da subito un documento di identità valido, mentre per i titoli di studio c’è tempo fino al prossimo autunno.
L’aspetto certamente più appariscente dell’offerta, quello che sta facendo registrare un boom di accessi al sito delle carriere europee, è il trattamento economico: un funzionario neoassunto con questo profilo percepisce uno stipendio base che si aggira sui 5.500 euro lordi al mese, cifra che alcune fonti, considerando le indennità accessorie, arrivano a quantificare in circa 6.150 euro, se non addirittura in 6.758 euro mensili per i ruoli presso la Commissione Europea. A questo importo, infatti, vanno ad aggiungersi voci come l’indennità di espatrio, che corrisponde al sedici per cento del salario base per chi si trasferisce in un paese diverso dal proprio, gli assegni familiari laddove spettanti, e una indennità di prima installazione erogata una tantum per coprire le spese del trasloco e dell’avvio della nuova vita all’estero; il tutto condito da una solida copertura sanitaria europea e da un sistema pensionistico integrativo di tutto rispetto. Insomma, un pacchetto complessivo di non poco conto, che spiega l’enorme richiamo di questa procedura selettiva, alla quale secondo le stime potrebbero partecipare tra le cinquantamila e le sessantamila persone, con un tasso di successo finale che, dati alla mano, non supererà la soglia del tre per cento.
I requisiti di accesso e le prove da superare
Per potersi candidare non è richiesta alcuna esperienza professionale pregressa, e questo rappresenta una novità di rilievo rispetto ad altre selezioni, ma occorre soddisfare alcuni requisiti imprescindibili: innanzitutto, essere cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione, godere dei diritti civili ed essere in regola con gli obblighi di leva laddove previsti dalla legislazione nazionale. Sul fronte dei titoli di studio, il bando si rivolge a laureati in qualsiasi disciplina, purché in possesso di un diploma universitario di primo livello di durata almeno triennale, come la laurea triennale italiana, o di un Titolo superiore come la magistrale o il dottorato di ricerca; titolo che, particolare non secondario, deve essere conseguito obbligatoriamente entro il 30 settembre 2026, per cui possono partecipare anche gli studenti che si laureeranno nei prossimi mesi.
La selezione, che si svolgerà interamente da remoto con prove supervisionate a distanza, è articolata in diverse fasi e mira a valutare non tanto nozioni specialistiche quanto competenze trasversali e capacità logiche. I candidati dovranno infatti superare una serie di test a risposta multipla che misurano il ragionamento verbale, numerico e astratto – questi svolti nella cosiddetta Lingua 1, da scegliere tra quelle ufficiali dell’UE e da conoscere a livello C1 –, un questionario di trenta domande sulle istituzioni e le politiche europee, nonché un test sulle competenze digitali basato sul quadro europeo DigComp, entrambi questi ultimi da sostenere nella Lingua 2, richiesta a un livello minimo B2. Ma la prova probabilmente più temuta, o quantomeno più complessa da preparare, è la cosiddetta EU Free Text Editor, una prova scritta che consiste nel redigere un testo argomentato su tematiche attuali dell’Unione partendo dalla documentazione fornita al momento, con l’obiettivo di saggiare la chiarezza espositiva, la capacità di sintesi e l’organazione logica delle informazioni, senza che venga valutata la mera conoscenza mnemonica dei dossier.
Come presentare la candidatura e tempistiche
La procedura per candidarsi è interamente digitalizzata e richiede una certa cura nella compilazione della sezione “Il mio CV” all’interno del portale EPSO, che costituisce parte integrante della domanda. Attenzione, poi, ai due momenti cruciali per il caricamento dei documenti: entro il 10 marzo 2026 va allegata la copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, mentre i diplomi e le certificazioni linguistiche, qualora non già disponibili, possono essere trasmessi entro una scadenza successiva, fissata per il 7 ottobre 2026. Le prove, secondo il calendario previsionali, dovrebbero tenersi nella tarda primavera o nell’estate del 2026, e i vincitori, inseriti in una graduatoria di riserva dalla quale le varie istituzioni come il Parlamento, il Consiglio o la Commissione attingeranno per le assunzioni a tempo indeterminato, potrebbero vedere concretizzarsi l’offerta di lavoro entro i successivi due anni.
Prospettive per i laureati di ogni disciplina
Questa tornata concorsuale, come detto, ha il pregio di non richiedere specializzazioni particolari, ed è quindi accessibile a giuristi, economisti, letterati o scienziati, purché in possesso di una laurea e di una buona padronanza di due lingue comunitarie; un’apertura che riflette la volontà dell’Unione di ringiovanire i propri quadri e di attrarre talenti freschi da tutti i Paesi membri, in un momento storico in cui molte figure apicali si avviano al pensionamento e si rende necessario un ricambio generazionale, soprattutto in settori strategici come la gestione delle politiche digitali e l’analisi dei dati. La domanda va inoltrata, lo ricordiamo, entro e non oltre la scadenza del 10 marzo, e per chi volesse approfondire i dettagli delle prove o esercitarsi con le simulazioni, esistono sul web numerose piattaforme che offrono manuali e materiali di studio dedicati.




