Inchiesta Scirocco svela irregolarità nella gestione dei depuratori in Calabria
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Redazione Interno
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L'inchiesta "Scirocco", condotta dalla Dda di Catanzaro e dai Carabinieri, ha portato alla luce gravi irregolarità nella gestione dei depuratori in Calabria. Le acque non depurate venivano sversate in mare o sul terreno, mettendo a rischio bagnanti, flora e fauna marine e falde acquifere.
Gare d'appalto e mancanza di manutenzione
Le indagini hanno rivelato che le gare d'appalto venivano vinte con ribassi consistenti, in alcuni casi fino al 54%. Questo permetteva alle società di ottenere la gestione dei depuratori, pur non avendo i mezzi sufficienti per gestirli adeguatamente e senza rispettare quanto previsto dai capitolati d'appalto. Le acque, non adeguatamente depurate, venivano spesso sversate sul suolo o immesse senza trattamento nei corpi ricettori.
Arresti nell'ambito dell'inchiesta
Nell'ambito dell'inchiesta "Scirocco" sono stati arrestati Mario Minieri, 62 anni, ritenuto gestore di fatto, amministratore sino al 25 gennaio 2022 e responsabile tecnico della società Minieri King Elettrica, gestore di fatto, amministratore sino al 1 dicembre 2021 della Mke Ecologistica srl e gestore di fatto della Minieri Holding srl; Giuseppe Minieri (35), socio ed amministratore di fatto e di diritto della Mke Holding; Saverio Minieri (33), socio della Mke Holding srl; Giuseppe Donatello Valentino (50), dipendente di Mke srl.
Depuratori sotto inchiesta
Sono tre i Comuni della provincia di Cosenza riportati nell'ordinanza cautelare firmata dal gip Mario Santoiemma, nell'ambito della nuova inchiesta sulla depurazione in Calabria che ha travolto, almeno nella fase cautelare, una serie di dirigenti in servizio nella pubblica amministrazione e imprenditori operanti nel settore. I depuratori oggetto di attenzioni investigative sono quelli di Belvedere Marittimo, Fuscaldo e Falconara Albanese.




