Ville Aperte in Brianza, tra escape room nei giardini reali e la pace preventiva di Pistoletto

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sono cinquantotto, nell’esattezza dei numeri che restituiscono la poliedricità di un territorio, le dimore storiche che dal 9 al 17 maggio spalancheranno i loro portoni in quel crocevia di province che unisce Monza e la Brianza, Milano, Lecco e Como. La ventiquattresima edizione di “Ville Aperte”, quella che porta il claim “Storie che restano” cucito addosso a un programma di itinerari fisici e narrativi, prova a trasformare ogni sala affrescata e ogni parco secolare in un organismo vivo, lontano dall’idea polverosa della visita museale fine a se stessa. L’anno scorso, a fare da cartina di tornasole dell’appetito per questo genere di immersione culturale, era stato il dato dei visitatori – oltre ottantamila – un numero che ha convinto gli organizzatori (le associazioni di guide Art-U, Guidarte e Sottinsù) a reiterare il format del doppio appuntamento, con una replica autunnale già in calendario tra settembre e ottobre.

L’arte come religione laica nella Reggia di Monza

C’è un filo rosso, in questa edizione, che lega a doppio filo la contemplazione del bello con la necessità di un dialogo più alto, quasi spirituale. Se ne ha la prova concreta alla Villa Reale di Monza, dove fino al 31 ottobre si insedia la mostra diffusa “UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art” di Michelangelo Pistoletto. L’artista biellese, figura centrale dell’Arte Povera che abbiamo imparato a conoscere attraverso i celebri Quadri specchianti, concepisce questa esposizione come un’esperienza multidimensionale: non si limita a esporre tele o sculture, ma trasforma l’intero spazio espositivo in un agorà dove arte, spiritualità e le diverse fedi religiose vengono messe in relazione. Pistoletto, che da anni persegue l’idea della “Pace preventiva”, utilizza le sale della reggia progettata da Piermarini come un laboratorio. Camminando attraverso le installazioni, che includono le “Bandiere delle religioni” nell’avancorte e il nuovo “Terzo Paradiso” fatto di cento panchine riciclate nei Giardini Reali, il visitatore è chiamato a partecipare a un’autoriflessione collettiva sul ruolo dell’arte come linguaggio universale.

Itinerari, misteri e il turismo esperienziale

Se l’arte contemporanea offre la chiave di lettura spirituale, l’associazione Sottinsù e le sue consimili spingono l’acceleratore su un turismo di tipo esperienziale, dove la storia si trasforma in avventura. Tra gli itinerari più curiosi spiccano le iniziative che mutuano il linguaggio della “escape room” applicato al patrimonio culturale. A Cabiate, per esempio, l’iniziativa “EZCAPE” trasforma il labirinto del Parco dell’Unità d’Italia in un percorso a ostacoli basato sui cinque sensi, dove si riscoprono oggetti e tradizioni dimenticate della cultura contadina brianzola. Non è l’unica incursione nel mondo del gioco: sabato 10 maggio, nei Giardini Reali di Monza, l’iniziativa “Demoela” propone “Il giardino senza tempo”. Qui i partecipanti, muniti di una mappa e guidati dalle pagine di un diario ritrovato, dovranno risolvere enigmi e raccogliere indizi per svelare i misteri nascosti tra le aiuole e i vialetti della reggia. Questa gamification del patrimonio, che trasforma il turista in detective o esploratore, rappresenta una delle scommesse più originali per attrarre un pubblico giovane o familiare, allontanando la retorica della lezione frontale.

Le cifre di una macchina organizzativa e i tesori lecchesi

Sono quarantotto i luoghi coinvolti distribuiti in trentacinque comuni, un numero cospicuo che testimonia la capillarità di una manifestazione ormai rodatissima. Le prenotazioni, attive dal 28 aprile, viaggiano già a ritmo serrato soprattutto per le dimore simbolo come Villa Cusani Traversi Antona Tittoni a Desio, gioiello neoclassico dello stesso Piermarini che firma la Scala. Ma l’offerta si estende anche verso i laghi e le valli: la Provincia di Lecco aderisce con un poker di gioielli che includono Villa Monastero a Varenna. L’antica dimora eclettica, affacciata sul ramo orientale del Lario con il suo giardino botanico che si estende per quasi un chilometro, offre un biglietto ridotto e percorsi guidati in inglese e italiano durante i weekend della rassegna. A queste si aggiungono Ville Mapelli Mozzi a Casatenovo e le residenze di Merate, confermando come il palinsesto di “Ville Aperte” riesca a mettere in rete realtà pubbliche e private, restituendo una mappa dettagliata di quella che fu la “passeggiata” aristocratica e borghese fuori dai confini della metropoli.

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