La Francia travolge la Svezia e i tifosi si esaltano: "Vinceremo il Mondiale"
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Redazione Sport
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Il gesto di inchino di Didier Deschamps verso Kylian Mbappé, mentre il centravanti raggiungeva la panchina dopo la sostituzione, ha fotografato l'ennesima serata di grazia della nazionale più spettacolare del torneo. Il 3-0 inflitto alla Svezia nel Meadowlands Stadium, valido per i sedicesimi di finale, è un risultato che appare persino stretto per quanto visto sul campo, dove la differenza tra le due squadre si è manifestata in ogni zona del terreno di gioco.
L'allenatore dei Bleus, nel commentare la prestazione del suo numero 10 autore di una doppietta, ha parlato di un giocatore che porta sulle spalle le speranze di un'intera nazione, capace ancora una volta di fare la differenza su un palcoscenico mondiale. Un'ammissione di stima che suggella il rapporto speciale tra il tecnico e il suo campione, destinato a riscrivere ogni record a suon di gol e prestazioni memorabili.
Una doppietta da record e il gol di Barcola
Kylian Mbappé ha messo a segno due reti che lo portano a quota sei in questo Mondiale e, soprattutto, a 18 gol in 18 partite disputate nella competizione iridata: un dato che fa impressione se si considera il livello degli avversari e la pressione che accompagna ogni sua giocata. Il primo sigillo è arrivato al termine di un'azione corale che ha messo in luce la rapidità di esecuzione e la precisione negli inserimenti, mentre il secondo ha chiuso definitivamente i conti quando la Svezia tentava di riorganizzarsi per cercare un gol che potesse riaprire la partita.
In mezzo alle due firme del fuoriclasse del Real Madrid, Bradley Barcola ha realizzato il momentaneo 2-0 con un diagonale che ha beffato il portiere scandinavo, consolidando il vantaggio e dando ulteriore sicurezza a un reparto offensivo che viaggia a ritmi vertiginosi. La combinazione tra i due attaccanti, unita alla capacità di inserimento dei centrocampisti, ha messo in seria difficoltà una retroguardia avversaria che non ha mai trovato il modo di arginare le folate dei transalpini.
L'avversario di poco spessore e il dominio totale
È doveroso precisare, per completezza di analisi, che la Svezia di Potter si è presentata a questo Mondiale con un percorso di qualificazione quantomeno controverso: ultima nel proprio raggruppamento alle spalle di Svizzera, Kosovo e Slovenia, è stata ripescata grazie ai risultati ottenuti in Nations League, per poi superare nel playoff Ucraina e Polonia con prestazioni tutto sommato sufficienti.
Una squadra che ha mostrato limiti evidenti in fase di costruzione e una sostanziale incapacità di reagire allo svantaggio, confermando le previsioni della vigilia che la davano come avversaria abbordabile per i campioni del mondo in carica. Tuttavia, il valore oggettivo dell'avversario non deve sminuire la prestazione della Francia, che ha saputo gestire il pallone con autorità, pressare alto con intelligenza e chiudere gli spazi con una disciplina tattica che ha lasciato poco o nulla alla creatività degli scandinavi.
La sensazione di strapotere fisico e tecnico che traspare da queste prime uscite rende i Bleus la favorita naturale per la conquista del titolo, alimentando un entusiasmo che travalica i confini nazionali e coinvolge persino tifosi neutrali.
L'entusiasmo dei tifosi e le aspettative per gli ottavi
All'esterno del Meadowlands Stadium, l'atmosfera era quella delle grandi occasioni, con i sostenitori francesi che si lasciavano andare a cori e proclami di vittoria finale, mentre qualche tifoso giunto da altre latitudini, come un appassionato proveniente dall'Ecuador, non esitava a definire la Francia come la futura campione del mondo. Un clima di festa che si è riverberato anche sugli spalti, dove le bandiere tricolori hanno sventolato per tutti i novanta minuti, accompagnando ogni azione pericolosa con un boato che sembrava caricare ulteriormente i giocatori in campo.
La qualificazione agli ottavi di finale, dove la Francia affronterà il Paraguay, rappresenta ora il primo obiettivo stagionale raggiunto con pieno merito, ma il cammino dei Bleus non si ferma certo a questo traguardo. La consapevolezza di avere in rosa giocatori in grado di risolvere le partite con un guizzo, unita alla solidità difensiva e alla capacità di cambiare passo nei momenti cruciali, fa pensare che questa selezione abbia gli strumenti per andare fino in fondo, regalando ai propri tifosi un sogno che sembra sempre più concreto e vicino alla realtà.




