La linea gialla diventa realtà: fissato il tracciato della Metro D a Roma
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Redazione Interno
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Roma si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella sua storia della mobilità urbana dopo che, in un vertice tecnico-politico tenutosi a ridosso delle festività natalizie, è stato finalmente definito il percorso della cosiddetta linea gialla. Il sindaco Roberto Gualtieri, insieme agli assessori Eugenio Patanè e Maurizio Veloccia, ha infatti siglato l’accordo che stabilisce l’itinerario definitivo della Metro D, un’infrastruttura da nove miliardi di euro destinata a modificare radicalmente gli spostamenti tra il quadrante nord-orientale e l’area sud della città. L’opera, la cui progettazione è stata oggetto di studi di fattibilità e carotaggi nel corso del 2025, rappresenta un tassello fondamentale nel piano del Campidoglio per potenziare il trasporto pubblico, arrivando dopo il recente completamento della stazione Colosseo sulla linea C.
Un progetto colossale da Nomentana all'Eur
Il tracciato, che si svilupperà per oltre trenta chilometri, prevede ventisette fermate e collegherà il capolinea nord di Nomentana GRA con l’Eur, attraversando in profondità alcuni dei quartieri più popolosi e densi della capitale. La linea, la cui indicazione cromatica sarà il giallo, scenderà verso Talenti e l’Adriatico per raggiungere il nodo cruciale di Jonio, punto di interscambio con la linea B1, per poi dirigersi verso il centro storico. Il percorso, che toccherà anche Trastevere e il Portuense prima di concludersi a Roma 70, è stato definito nella sua interezza, passo necessario per avviare la fase successiva dei sondaggi geognostici preliminari. La decisione sul tragitto, maturata in un incontro ufficiale tra l’amministrazione capitolina e Roma Metropolitane, chiude quindi una lunga fase di pianificazione e permette di concentrare gli sforzi sulla ricerca dei finanziamenti e sull’avvio concreto dei cantieri.
La roadmap verso il cantiere: fondi e tempistiche
Con il percorso ora tracciato sulla carta, l’attenzione si sposta sulle risorse economiche e sulle tempistiche esecutive, considerate le dimensioni e la complessità di un’opera giudicata tra le più ambiziose per la mobilità romana. Il Comune, che già nel marzo del 2024 aveva destinato fondi specifici per una “project review” finalizzata ad aggiornare e rimettere in carreggiata il progetto, si trova infatti di fronte alla sfida di reperire l’ingente cifra stimata in nove miliardi di euro. L’iter prevede, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni e coperture finanziarie, l’apertura dei cantieri a partire dal 2027 per una durata complessiva di circa un decennio. Un arco di tempo lungo, durante il quale la città dovrà confrontarsi con l’inevitabile impatto dei lavori, ma che promette di restituire una rete di trasporto su ferro notevolmente potenziata e capace di alleggerire la pressione sul traffico veicolare privato.
Una sfida infrastrutturale per il futuro
La definizione del tracciato della Metro D non è dunque un punto di arrivo, bensì l’inizio di una nuova e articolata fase operativa. L’infrastruttura, che da anni compare nei piani urbanistici della capitale senza mai aver visto la luce, sembra ora aver superato uno scoglio decisivo, acquisendo una fisionomia precisa e un cronoprogramma delineato. La sua realizzazione, che attraverserà aree della città molto diverse tra loro, dal suburbano al centro storico, impone una progettazione attenta ai vincoli archeologici e geologici, nonché una gestione dei cantieri che dovrà minimizzare i disagi per cittadini e attività commerciali. Si tratta, in definitiva, di un’opera che mira a connettere in modo efficiente porzioni di Roma attualmente scarsamente servite dalla metropolitana, rispondendo a un’esigenza di mobilità sostenibile che la crescita della città rende ogni giorno più urgente.




